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alla Domus Armenorum iniziativa sulla vicenda di Terezin
martedì 9 febbraio 2016

da Antonietta Podda
addetta stampa Associazione Salam ong





Mese della Memoria

Se comprendere è impossibile conoscere è necessario

Alla Domus Armenorum una riflessione sul Lager di Terezìn, il “ghetto” di bambini e artisti, e sul ruolo dell’arte e della cultura al tempo della guerra.

Venerdì 12 febbraio – ore 18.30

 

Quello di Terezín, istituito dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Dal 24 novembre 1941, l'intera città fortezza di Theresienstadt venne destinata a ghetto, dopo essere stata cinta da un muro. Presentato dalla propaganda nazista come esemplare insediamento ebraico, altro non fu che un luogo di raccolta di prigionieri, noto per aver concentrato i maggiori artisti, pittori, scrittori, musicisti, intellettuali mitteleuropei, oltre che quindicimila ragazzi sotto i quindici anni dei quali appena un centinaio riesce a sopravvivere.

“A Terezìn c’era tutto: case, strade, musica, libri, teatro. Peccato che non ci fosse la libertà. Ogni Venerdì sera un gruppo di ragazzi lì si riuniva di nascosto per dare vita a un giornale, Vedem ovvero Avanguardia, fatto di notizie ma anche poesie, disegni, interviste. Un modo di lottare e tenere stretta la voglia di restare vivi che racconta di una straordinaria forma di resistenza”.

Venerdì 12 febbraio, nell’ambito delle iniziative per il Mese della Memoria, la ex chiesa di Sant’Andrea degli Armeni, presidio culturale nella città vecchia di Taranto impegnato nel sostegno dell’arte come forma per il dialogo interculturale ed interreligioso, apre le porte alla conoscenza di questa drammatica circostanza storica.

A partire dalle ore 18.30, attraverso le suggestioni del romanzo “La Repubblica delle Farfalle” di Matteo Corradini, la voce narrante di Giovanni Guarino e l’accompagnamento musicale di Antonello Cafagna e Cinzia Pizzo, la vicenda di Terezin sarà raccontata per fare da stimolo ad nuova riflessione critica sul ruolo dell’arte e della cultura in tempi di guerra e migrazioni.

L’iniziativa è promossa da Domus Armenorum, dall’Ass. Salam ONG e dal Centro Interculturale “N.Mandela” di Taranto, con la collaborazione del circolo “A’ Putèje Arte è Cultura”, del Presidio del Libro di Taranto e della Libreria Mandese.

 




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