HOME D.E. GUEST BOOK SPORT ISCRIVITI DELFINARIO LINKS COOKIE POLICY


•   MANDURIA (TA): La Coldiretti nella gestione del Parco dei Messapi
•   RICONOSCIMENTO NAZIONALE PER IL PIZZAIOLO TARANTINO PROFESSIONISTA MICHELE DI BARI
•   PULSANO: IL COMUNE FA COPRIRE TUTTE LE BUCHE SU VIA TARANTO

•   STELLATO-LUPO: coesione e rilancio,
i nostri impegni per Taranto

•   COMUNICATI STAMPA DEL M5S


•   Taranto, tutto pronto per la Festa di Sant'Antonio 2019
•   “Storia e Architettura”
“San Pietro: l’altra Basilica”.

•   Attenti a quei due: confronto diretto tra Mare e Terra in una sfida tra grandi chef
•  Centro di Documentazione


•   Riesame AIA ex Ilva: le valutazioni e richieste di Legambiente
•   Il Dossier Taranto di Legambiente sull’ex Ilva
•   GRETA CHIAMA TARANTO


•  U Tarde nuestre -
rassegna quotidiana

•  Basket
•  Atletica
•  Delfini Erranti Touch Rugby Taranto
•  Altri


Notizie
Ricorrenze
Raccolta Foto


Google
Web DelfiniErranti.Org



stampa l'articolo
Comunicazioni NcI
venerdì 11 maggio 2018

da Press Noiconlitalia
press.noiconlitalia@gmail.com

INFERNO AGRICOLTURA, DIT-NCI PRESENTA IL DOSSIER E CHIAMA L’ASSESSORE DI GIOIA AD ASSUMERSI TUTTE LE RESPONSABILITA’

 

Sintesi della conferenza stampa di questa mattina dei consiglieri regionali di Direzione Italia-Noi con l’Italia sulla disastrosa situazione nel quale versa il settore

 

Per comprendere l’Inferno Agricoltura in Puglia si devono partire da un dato significativo, a titolo esemplificativo abbiamo preso in esame la provincia di Bari e Bat, bene sono 30mila gli addetti nel Barese e 12mila nella Bat. “Sapete quanti sono gli addetti che lavorano nella Fiat di Melfi? - ha detto il consigliere e coordinatore regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Francesco Ventola, iniziando la conferenza stampa – 18mila. Ora immaginate che i 18mila dipendenti Fiat non siano messi nelle condizioni di lavorare e l’azienda si fermasse. Sarebbe una notizia sconvolgente? E il responsabile di questa situazione sarebbe cacciato? Ora tutto questo non avviene nell’Agricoltura pugliese dove i responsabili, il presidente Emiliano e l’assessore Di Gioia, continuano a essere totalmente inadeguati, inattivi e irresponsabili, ma restano lì a non fare niente o peggio a peggiorare la situazione”

Quello presentato questa mattina dal gruppo regionale di Dit-Nci (oltre Ventola, il capogruppo Ignazio Zullo e i consiglieri Renato Perrini e Luigi Manca) è un vero e proprio dossier Agricoltura, dove sono elencati punto per punto tutte le “emergenze” di un settore che rappresenta il 32% dell’olivicoltura italiana, che solo nella provincia di Bari garantisce 4milioni di giornate lavorative all’anno (solo per fare un esempio: solo “Andria agricola” vale il 20% della FIAT di Melfi in termini di manodopera assunta.

Sono queste per i consiglieri Dit-Nci i problemi, i capitoli dell’Inferno:

 

LA XYLELLA FASTIDIOSA – La situazione è quella più drammatica in assoluto, perché il danno incommensurabile non è solo legato alla mancata produzione di olio, ma al paesaggio e quindi al turismo. Il presidente Emiliano ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, ostacolando il Piano Siletti che tre anni fa avrebbe se non risolto, quanto meno ridotto i danni impedendo che il  batterio arrivasse alle porte di Bari. All’inadeguatezza governativa si è aggiunta la approssimazione e la superficialità di ambientalisti da strapazzo e amministratori locali incoscienti, che insiene a una “particolare magistratura” ha risparmiato gli olivi dalle motoseghe, condannandoli però a morte con la Xylella.

 

LE CALAMITA’- della Gelata del 2017 che ha interessato molti Comuni della Bat non c’è ancora la delimitazione dei territori che devono essere inseriti nel decreto; per la Siccità 2017 (una delle peggiori che si ricordi) la Regione non ha ancora inviato al Ministero, doveva farlo entro il 31 dicembre scorso, la proposta di declaratoria; della Gelata 2018 sono ancora in corso accertamenti. E’ chiaro che i contadini in ginocchio per queste situazioni non hanno ancora visto un euro di risarcimento ma ricevono puntualmente le cartelle esattoriali per il tributo 630 per la manutenzione dei servizi che i Consorzi di Bonifica dovrebbero erogare.

La proposta di Dit-Nci è quella di usufruire degli interventi previsti dal D. Lgs n.102 del 2004, ovvero: a) contributi in conto capitale fino all'80 per cento del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria; b) prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento dannoso e per l'anno successivo, da erogare al seguente tasso agevolato; c) proroga delle operazioni di credito agrario;  d) agevolazioni previdenziali. Aumento degli anticipi dei fondi europei Pac. Autorizzare l'erogazione di anticipi almeno fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all'85% per il sostegno concesso nell'ambito delle misure a superficie dello sviluppo rurale.

 

L’AGEA – Qui i disastri provocati dai ritardi sono impressionanti: allo stato attuale non si riescono a pagare i premi aggiuntivi 2016 per un problema al software Agea, si è riusciti a far partire l’istruttoria automatizzata solo per 300 pratiche. (è il caso di ricordare che il Sian è un sistema che ha drenato fino ad oggi dalle casse dello Stato la bellezza di 780 milioni di euro e costa sei volte in più della Francia.

 

CONSORZI DI BONIFICA – Il più grande controsenso dell’Agricoltura pugliese: se da un lato viene preteso il pagamento del tributo 630 per assicurare le manutenzioni ordinarie/straordinarie dall’altro, poi, proprio le mancate manutenzioni portano ritardi nell’erogazione dell’acqua. Il caso più emblematico in questi giorni si sta verificando nelle campagne Foggiane e della Bat dove è in corso la raccolta delle primizie, ma l’erogazione dell’acqua è partita – su sollecitazione degli agricoltori – il 30 aprile. Molte tubature obsolete, però, sono fisicamente “saltate” al passaggio dell’acqua e il Consorzio non provvede a ripararle perché non ha addetti, non solo per carenza di personale, ma anche perché quelli in servizio sono stati messi in ferie proprio nei giorni di avvio della fase irrigua.

 

GLI AIUTI ACCOPPIATI – la stragrande maggioranza delle risorse, parliano di 500 milioni di euro vengono destinate al Centro-Nord, al Sud rimangono appena il 36% perché le maggiori dotazioni vengono assegnate a settori che nulla hanno a che vedere con la nostra agricoltura, questo perché ai tavoli nazionali ed europei la nostra voce non si fa sentire. L’assessore Di Gioia è anche il rappresentante di tutti gli assessori del settore è in grado di poter riequilibrare queste percentuali a favore della Puglia e del Mezzogiorno? E lo sa che c’è tempo fino al primo agosto prossimo per presentare richiesta di revisione per le dotazioni del 2019?

 

 

 

“L’assessore Di Gioia venga a riferire in Commissione Agricoltura – hanno tuonato all’unisono i consiglieri regionali Dit-Nci – vogliamo sentire cosa ha da dire anche sulle attese create dal Psr. Ci auguriamo che non ci venga a raccontare le cose che ripete ormai in ogni occasione… ma che si assuma la responsabilità, insieme al suo presidente, del disastro e ne tragga le dovute conseguenze”.

 

Ps. l'intera conferenza stampa è stata trasmessa sulla pagina Facebook del gruppo (https://www.facebook.com/grupponcipuglia/notifications/)



conf stampa agricoltura


 

 

 



*************************************

LISTE DI ATTESA, ZULLO E MANCA: CONFORTATI DAI SINDACATI ANDIAMO AVANTI SERIAMENTE E RESPONSABILMENTE, AMANTI CONTINUI A FARE IL GRILLINO

 

Così il capogruppo e il vice presidente Commissione Sanità di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo e Luigi Manca

 

Le audizioni di oggi, le parole dei sindacati, ci confortano: i nostri emendamenti alla Proposta di Legge sulle Liste di attesa vanno esattamente a migliorare il testo Amati così come richiesto dagli operatori del settore.

Come abbiamo avuto modo di ripetere: Amati propone norme che sono già vigenti - a livello nazionale e contrattuale - a cui devono attenersi i medici, quello che in Puglia costituisce, invece, l’anello debole è la funzione di controllo che i Direttori generali delle Asl dovrebbero svolgere e non fanno.

Per abbattere le liste di attesa, senza fare demagogia o ipocrisia addossando ad altri responsabilitĂ  che sono in capo alla Regione, basterebbe fare poche cose:

1)      Impinguare  gli organici degli operatori sanitari con le assunzioni;

2)      potenziare le attività ambulatoriali territoriali aumentando le ore degli specialisti che vi operano, in modo da non intasare le grandi strutture ospedaliere;

3)      adeguare l’insufficiente tetto di spesa previsto per le strutture accreditate;

4)      autorizzare i direttori generali all’acquisto di prestazioni libero professionista da parte delle equipe delle Asl, in particolari momenti di contingenza;

5)      dare attuazione al diritto dei cittadini (ex art. 3, comma 13, del D. Leg. 124/98): nel caso di attesa superiore ai 60 giorni il paziente può rivolgersi a una struttura privata pagando il ticket se dovuto.

Chiaramente nel corso delle audizioni è emerso anche un vecchio tema, quello dell’appropriatezza prescrittiva, ma anche questo aspetto è stato previsto nei nostri emendamenti.

Oggi più di ieri, quindi, ci sentiamo tranquilli: abbiamo fatto proposte serie e responsabili, senza esprimere giudizi affrettati su nessuno, men che meno sugli operatori sanitari; abbiamo preso atto della chiusura al confronto del collega Amati e abbiamo deciso di continuare il confronto, invece, con i colleghi che quotidianamente ci esprimono condivisione. Amati, quindi, continui pure a  fare il grillino o peggio, come è accaduto oggi in commissione, ad assurgere al ruolo della Sacra Inquisizione.

 

BARI, 10 maggio 2018

 

 

****************************

per informazioni

mariateresa d'arenzo

338/2447026

 


Segnala questa pagina
mappa del sito

Per un tuo commento scrivi sul Guest Book del Delfini Erranti


home   cookie policy guest book   sport   cultura   societĂ    ambiente   delfinario   blunote