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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
mercoledì 14 dicembre 2016

- “Energia”"
- Il primo atto di Gentiloni
- Acque reflue, multe UE all'Italia (3 casi in Puglia)
- Adozioni internazionali: storia a lieto fine per una coppia polignanese





da M5S On. Petraroli

 

Dopo la vittoria del "No" al referendum, sembrava dovesse succedere una catastrofe economica.

Invece, come previsto non è accaduto nulla. Siamo sempre ai soliti discorsi: come far ripartire la crescita, le grandi opere, le riforme, gli immigrati, la destra, la sinistra, eccetera.

 

Ma nessuno si occupa del problema centrale: le risorse.

un'economia non può esistere senza risorse, e in particolare senza energia. E sappiamo già da quasi 50 anni quale sia l'importanza delle risorse sull'economia.

Nessuna economia può sopravvivere a lungo se si basa su risorse non rinnovabili e se si trova a dover combattere contro i costi dell'inquinamento che essa stessa genera.

 

Per quanto riguarda petrolio e gas, siamo ridotti a strizzare per quanto possibile il limone già ampiamente strizzato dei giacimenti della Basilicata. Per il momento ne tiriamo fuori ancora un po', ma non possiamo pensare di continuare molto a lungo. E, comunque, già ora importiamo circa il 90% di quello che consumiamo. Per non parlare poi del problema climatico che ci sta arrivando addosso in molteplici forme.

 

Allora, non sarebbe il caso di cominciare a ragionare sul renderci energeticamente un po' meno dipendenti dalle importazioni, come pure da risorse ormai in via di esaurimento? E a ragionare su come fare qualcosa di serio per ridurre le emissioni di gas serra? Non è che possiamo invertire completamente certe tendenze, ma perlomeno possiamo ridurre il danno. E abbiamo buone possibilità di fare qualcosa: se viviamo nel paese del sole, dobbiamo sfruttare il sole che, a differenza del petrolio, ci arriva gratis.

 

Sembrerebbe logico, ma il governo Renzi si è impegnato a fare esattamente il contrario, demolire l'industria italiana delle rinnovabili, facendo ogni possibile regalo ai petrolieri. Uno scherzetto che ci è costato 60 mila posti di lavoro nel solare e 4 mila nell'eolico, come pure la perdita di una competitività tecnologica che avevamo acquisito e che abbiamo buttato al vento. Un vero disastro sotto tutti i punti di vista.

 

Nel generale sbandamento della politica, non c'è nessuno che si occupi dei problemi fondamentali. Tutti tranne uno,  il movimento 5 stelle.

Incredibile, ma vero, in Italia c’è una forza politica che pensa che il problema energetico sia prioritario! La stesura del piano energetico nazionale ne è la dimostrazione, una vero e proprio programma oil-free da attuare nella prossima legislatura quando al governo ci sarà il movimento 5 stelle.

Insomma, la situazione, la fuori, è talmente seria che non è più questione di politica, di maggioranze, di voti, e tutto il resto.

E' una questione di sopravvivenza economica e forse anche fisica per un intero paese se non si fanno certe cose per il futuro nostro e dei nostri figli. E chiunque si impegna a farle, o perlomeno ci prova, fa una cosa utile. Quindi, proviamo a liberarci dalla partigianeria deteriore che ci affligge e andiamo avanti. Viviamo nel paese del sole, cerchiamo di sfruttare la fortuna che abbiamo.

                                                                                                   

                                                                                                          On. Cittadino Cosimo Petraroli

Gruppo MoVimento 5 Stelle al Parlamento della Repubblica

 

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da M5S On. Petraroli

 

 

Il primo atto di Gentiloni e di questo ‘Governo Renzi bis’? Tagliare fuori il Parlamento italiano dalle decisioni che saranno prese nel prossimo Consiglio Ue, annullando l’informativa dell’Esecutivo in Aula, ed avere così mano libera su dossier cruciali per il benessere delle imprese e dei cittadini italiani come immigrazione, in particolare per quanto riguarda la revisione dell’accordo di Dublino; l’ingresso della Cina nell’economia di mercato; la proroga delle sanzioni alla Russia”. Questo è quello che ho denunciato insieme ai colleghi della commissione Politiche Ue. “Gentiloni inizia la sua attività di Governo facendo carta straccia del Parlamento e delle norme che ne garantiscono anche quella minima parvenza di potere decisionale in Europa- In base a quanto previsto dalla legge 234 del 2012, che disciplina appunto la partecipazione dell’Italia alle decisioni prese in Europa, il Governo, prima di ogni Consiglio Ue, deve comunicare alle Camere cosa andrà a dire in Europa sui vari temi che sono sul tavolo e rendere conto di come rappresenterà l’Italia.

Un nuovo atto che dimostra come questo ‘Governo-fotocopia’ sia nemico della democrazia e che ci convince ancora di più della necessità di andare subito ad elezione e dare finalmente parola e potere ai cittadini”.

                                                                                  

                                                                                                On.  Cittadino Cosimo Petraroli

Gruppo MoVimento 5 Stelle al Parlamento della Repubblica

 

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da PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

Coordinatore della Commissione ambiente e sanità

 

EMERGENZA ACQUE REFLUE, MULTE UE ALL'ITALIA PER LA CATTIVA GESTIONE (3 CASI IN PUGLIA). PEDICINI (M5S): A PAGARE SARANNO I CITTADINI

 

Ottanta casi in tutt'Italia, di cui 24 nelle regioni del Sud: l'emergenza raccolta e trattamento delle acque reflue continua.

A causa di tale situazione, che provoca gravi rischi alla salute umana e all'ambiente, la Commissione europea ha deferito per la seconda volta l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue per la mancata esecuzione di una sentenza del 2012 in cui le autorità italiane erano state diffidate per non aver provveduto in modo adeguato alla gestione delle acque reflue urbane in 109 città, centri urbani e insediamenti.

In quattro anni sono stati adeguati solo 29 casi su 109, per questo la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia Ue di comminare all'Italia una sanzione forfettaria di circa 63 milioni di euro, oltre a una sanzione giornaliera di circa 350mila euro qualora la piena conformità non sia raggiunta entro la data prevista dalla sentenza della Corte.

Le regioni del Sud, dove ci sono inosservanze da sanare, sono la Calabria con 13 casi, la Campania con 7 casi, la Puglia con 3 e l'Abruzzo con un caso.

"Il provvedimento della Commissione Ue - ha commentato l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini - testimonia, ancora una volta, come il governo Renzi sia stato solo una grande farsa propagandistica che non si è occupato delle vere emergenze e problemi dei cittadini ma si è dedicato a tutt'altro. Inoltre, va evidenziato che un'altra conferma di inefficienza l'abbiamo avuta dai governi regionali che, nelle quattro regioni succitate, sono tutti a guida Pd.

C'è da chiedersi chi risponderà per i danni di questo malgoverno e chi si assumerà la responsabilità di non aver tutelato la salute umana, le acque interne e l'ambiente marino, considerato che le acque reflue non depurate possono essere contaminate da batteri e virus nocivi e rappresentano pertanto un rischio molto serio.

Va anche sottolineato - ha aggiunto l'eurodeputato M5S - che a pagare le sanzioni economiche della Ue saranno sempre e soltanto i cittadini. Com'è noto le multe, che verranno comminate all'Italia, ricadranno sulle Regioni inadempienti che di conseguenza ridurranno le risorse destinate ai bisogni della collettività.

Come Movimento 5 Stelle - ha concluso Pedicini - continueremo a denunciare tali situazioni e pungoleremo le autorità competenti in tutte le sedi, presentando le nostre proposte. Non possiamo accettare che in Italia si continuino a gestire le criticità facendole diventare emergenze e sempre dopo che hanno già provocato danni".

 

Ufficio comunicazione - Cellulare 3920460174

 

PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

 

 

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davito.galluzzi@camera.it

 

 ADOZIONI INTERNAZIONALI: STORIA A LIETO FINE PER UNA COPPIA POLIGNANESE

 

Si conclude positivamente, dopo cinque anni, l’iter adottivo di una coppia polignanese che ha potuto abbracciare il proprio figlio adottivo bielorusso

 

Quando si pensava che la burocrazia e lo sfinimento erano in procinto di prendere il sopravvento sulla voglia di adottare di due genitori polignanesi, è arrivata la buona notizia. Dopo cinque anni di documenti, visite mediche ripetute, adempimenti burocratici e soldi versati, una coppia di polignanesi è riuscita a realizzare il sogno di accogliere, questa volta per sempre, il bambino bielorusso con cui avevano un legame speciale ormai da anni, uguale a quello che si crea tra genitori e figlio. È dalla tragedia di Chernobyl dell’86 che tra il nostro Paese e la Bielorussia si è creato un ponte di solidarietà che ha visto migliaia di famiglie, in tutta Italia, accogliere bambini bielorussi orfani o bambini le cui famiglie non potevano permettersi di sostenere i costi delle cure per i propri figli. Da lì, in molti casi, è “scoccata la scintilla” e molte coppie hanno deciso di adottare uno dei minori accolti, grazie anche all’unico accordo bilaterale sulle adozioni internazionali che la Bielorussia ha siglato ad oggi, proprio con l’Italia.

 

Tra queste, c’è anche la coppia di Polignano che dopo aver conosciuto un bambino di 7 anni nel 2012, è stata catturata dal suo affetto e ha deciso di avviare le pratiche per l’adozione. “Per noi è stata una scelta naturale parla commosso il padre, 37enne polignanese - dopo aver avuto il piacere di accogliere il nostro bambino negli ultimi cinque anni, tre mesi in estate e un mese in inverno. Purtroppo, non è stato affatto facile vista l’assoluta assenza di supporto da parte dello Stato italiano. Spesso ci siamo sentiti soli davanti ad una procedura estenuante e complessa ma che alla fine si dimentica in fretta dinanzi alla soddisfazione di poter abbracciare tuo figlio. È un’esperienza che consiglio a tutti, con l’auspicio che lo Stato italiano faccia qualcosa per rendere più agevole l’iter adottivo”.

 

Dello stesso parere è il deputato Emanuele Scagliusi (M5S), membro della commissione affari esteri, il quale da ormai quattro anni si occupa di adozioni internazionali e delle difficoltà dei genitori di tutta Italia nel portare a termine un’adozione internazionale.

 

“La chiamata dei genitori polignanesi mi ha commosso – dichiara Scagliusi – Devo ringraziare loro perché, per primi, mi hanno segnalato la situazione in cui versa il mondo delle adozioni internazionali in Italia. La loro storia mi ha permesso di approfondire la questione e rendermi conto di quanto inefficiente sia la gestione della Commissione Adozioni Internazionali (CAI), l’ente pubblico che si occupa di adozioni internazionali in Italia. È dal mio ingresso in Parlamento – continua il deputato polignanese – che in tutti i modi ho cercato un dialogo con la ex presidente Silvia Della Monica e con l’attuale presidente Maria Elena Boschi ma ho trovato davanti a me un muro di omertà e di arroganza. Non è un caso che le adozioni internazionali siano calate del 50% in Italia negli ultimi 5 anni. Per fortuna, nel caso della coppia polignanese, è stato sufficiente sentire l’ambasciatore italiano che ho conosciuto in un mio precedente viaggio istituzionale a Minsk per essere rassicurato sul fatto che la procedura fosse in dirittura d’arrivo. Da lì a poche ore, le informazioni sono state confermate dalla telefonata gioiosa dei miei concittadini. Li ringrazio a nome della comunità per il loro bel gesto e sono fiero di poterlo sottolineare. Quello che hanno fatto questi due genitori, nonostante le difficoltà incontrate, è la dimostrazione che l’amore non conosce confini, né biologici e né geografici. Purtroppo, a seguito dell’esito del referendum, - conclude Emanuele Scagliusi (M5S) - immagino che i prossimi saranno mesi di ulteriore stallo per la CAI. Spero che con il nuovo Governo ci sarà maggiore attenzione verso questi genitori, la cui generosità andrebbe sostenuta, non ignorata. Noi del M5S ce la stiamo mettendo tutta”.

 




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