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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
martedì 10 novembre 2015

- GUERRA DEL LATTE: PER IL M5S, IL MINISTRO MARTINA CURA LA POLMONITE CON UN’ASPIRINA
- LIBRI: IL MANCATO RISPETTO DELLA LEGGE DANNEGGIA EDITORI E PICCOLI LIBRAI





da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

 

A margine della manifestazione di protesta degli allevatori pugliesi, tenutasi stamane a Bari, L’Abbate (M5S) commenta la scelta del Ministero dell’Agricoltura. All’appello mancano altri 65 milioni di euro 

Approda anche in Puglia la cosiddetta “guerra del latte†che sta imperversando ad Ospedaletto Lodigiano (Lodi) dove gli allevatori sono in presidio davanti al centro di distribuzione della multinazionale francese Lactalis, proprietaria dei marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e Cademartori. Dinanzi all’Ipercoop di Japigia a Bari, gli allevatori pugliesi con le loro mucche hanno illustrato ai consumatori l’importanza del latte italiano e le sue peculiarità al grido di “giusto prezzo per il giusto latte!â€.

“In questa crisi del prezzo del latte, i contributi statali rischiano di divenire un mero palliativo se non si cambia, in maniera più strategica e lungimirante, il paradigma del libero mercato. L’attivazione del Fondo latte con 55 milioni di euro, operata dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, è come se si cercasse di curare una polmonite con l’aspirina – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Anzi, con mezza aspirina dato che, fino allo scorso luglio, lo stesso fondo prevedeva più del doppio delle disposizioni finanziarie, ovvero 120 milioni di euro. Dove sono finiti gli altri soldi promessi da questo Governo?!â€.

Ma è l’intero mercato di libero scambio ad essere messo sotto accusa come causa principale. “L’unica regola esistente è quella del prezzo più basso, che non contempla fattori essenziali per la tutela del settore come la qualità della produzione e la loro funzione sociale – continua L’Abbate (M5S) – L’euro è complice attivo della lotta tra i Paesi dell’Unione europea, visto che i singoli Stati membri non hanno più la facoltà di rendere appetibili i propri prodotti intervenendo sulla propria moneta ma, allo stesso tempo, si trovano esposti alla svalutazione selvaggia del costo dei prodotti e del lavoro. A quanto pare, però, sembra che nemmeno le associazioni di categoria vogliano fermare il neoliberismo dicendo, ad esempio, ‘no al Ttip’ che accentuerebbe ancora di più questa concorrenza spietata. Fermo restando che per noi l’unica soluzione per le conseguenze del mercato globale è quella di allargare l’orizzonte – conclude il deputato pugliese – nel frattempo per sopravvivere occorre andare oltre la mezza aspirina del ministro Martina, come ad esempio mantenere la promessa dei 120 milioni per il Fondo latteâ€.




Giuseppe L’Abbate

 

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da Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele

La grande distribuzione elude il tetto alla scontistica dei libri prevista dalla legge, grazie alla poca efficacia delle misure di controllo. Il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) chiede chiarimenti al Governo

 

La norma doveva essere abrogata dal disegno di legge sulla concorrenza ma, alla fine, è rimasto tutto com’era in principio. La legge Levi che stabilisce un tetto massimo del 15% allo sconto che i venditori di libri possono applicare sul prezzo di copertina, infatti, è tuttora in vigore nonostante la paura di editori grandi e piccoli nonché di librai indipendenti che hanno pubblicamente dichiarato di avere una posizione comune. Tuttavia, le librerie che già arrivano da anni non certo positivi, sono sempre più in difficoltà a causa dell'inefficacia dei controlli degli organi preposti, soprattutto per quel che concerne il commercio online. Una questione che, ora, approda nelle aule di Montecitorio grazie ad una interrogazione parlamentare del deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S).

 

“La legge Levi, tuttora in vigore, rischia di creare concorrenza sleale se applicata solo alle librerie e non ai rivenditori di libri online. Paradossalmente, infatti, questa normativa realizzata con altri più nobili fini rischia di sfavorire le piccole imprese a scapito delle multinazionali – dichiara Scagliusi (M5S) – Per esempio, su amazon.it è possibile acquistare libri con sconti pari al 55% del prezzo fissato. Secondo il sindacato SIL (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai), stando ai dati del 2014, ogni giorno chiudono in media 5 piccole librerie, schiacciate tra gli editori, con i quali è impossibile contrattare, e la grande distribuzione, che riesce ad applicare sconti aggirando i limiti della legge Levi. Non è possibile accettare, a livello di sistema- Paese, che si consenta alla grande distribuzione di azzerare la concorrenzaâ€.

 

In realtà, qualche dato incoraggiante arriva da Messaggerie, il più importante distributore italiano di prodotti editoriali, il quale afferma che nei primi nove mesi del 2015 si è arrestata la caduta del libro di carta (-0,34%), mentre è rallentata sensibilmente la marcia dell’e-book (+18,8% contro il +35% previsto). Dopo tre anni di crisi, sono tornate a correre le librerie indipendenti che tirano la volata a tutto il settore. Fra gennaio e settembre le librerie indipendenti crescono del 5,19% a 277,4 milioni di euro di giro d’affari. Tuttavia, resta il mancato rispetto della legge Levi che non garantisce una concorrenza leale.

 

In una intervista, Ricardo Franco Levi, primo firmatario della legge, ha dichiarato che “la legge che regola gli sconti sui libri si pone come un vincolo alla drammatica riduzione delle voci. E fa sì che editori e librai, anche le realtà più piccole, possano competere sul mercato. Pone le premesse per garantire una concorrenza equaâ€. “Peccato però, che nella sezione dedicata alla disciplina del prezzo dei libri, più precisamente nella regolamentazione delle sanzioni - avverte il deputato pugliese Scagliusi (M5S) - l'unico ente indicato è il comune che, secondo tale legge, vigila sul rispetto delle disposizioni del presente articolo e provvede all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni previste al comma. Per questo, ho chiesto ai ministri dell’Istruzione e dello Sviluppo economico cosa intendano fare per migliorare il sistema dei controlli dal momento che il solo controllo della legge da parte di vigili urbani o agenti del comune è sicuramente inefficace visto che il mercato dei libri è molto sviluppato anche e soprattutto online. Nel chiedere di agire, abbiamo anche proposto modifiche all’attuale legge per estendere i controlli e porre termine alle diseguaglianze che si sono venute a creareâ€.




EmanueleScagliusi




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