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SALAM: lettera aperta dei lavoratori al Sindaco e agli organi di informazione
sabato 4 luglio 2015

da antonietta_podda@yahoo.it







A seguito di un accanimento mediatico - sempre più aggressivo e continuo- nei confronti dell’Associazione Salam , le lavoratrici e i lavoratori della Ong ritengono necessario far sentire oggi la propria voce. L’opera di screditamento dell’Associazione Salam si sta traducendo nei fatti in uno screditamento del lavoro che con passione e competenza svolgono ogni giorno, tra mille difficoltà, tanti operatori e professionisti.

Troviamo inaccettabile la modalità con cui questo accanimento mediatico opera, associando sempre e comunque la Salam a parole dalla forte connotazione negativa, che procurando un inaccettabile danno di immagine soprattutto al nostro lavoro, va a condizionarne negativamente l’esecuzione dello stesso.

Ci teniamo a precisare quanto segue. Siamo stati regolarmente assunti da una ONG che invece di operare sfruttando il lavoro volontario, si è fatta carico dei costi del personale in un contesto angosciante come quello tarantino caratterizzato da una realtà socio economica precaria e dagli alti tassi di disoccupazione. Tanto premesso, per chiarire nello specifico le parole del socio e consulente della Ditta Falanto Servizi Salvatore Micelli che in un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, “gettando un’ombra sull’intera organizzazione del servizio di accoglienza” ha dichiarato che “alcune associazioni seppur beneficiarie del rimborso pro-die giornaliero per ogni migrante ospitato, di fatto non hanno costi di personale poiché utilizza volontari, né di strutture dato che alcune associazioni godono di strutture in comodato d’uso gratuito da parte del Comune…”. Sarebbe stato più corretto da parte del giornalista che ha scritto l’articolo, visto che fino a questo momento si è fatta una battaglia mediatica solo ed esclusivamente contro la Salam, chiarire al lettore “medio” – con un’informazione più completa e accurata- che il Micelli parlando di “associazioni” in questo caso non si riferiva evidentemente alla Salam, in quanto questa modalità di operare non ci riguarda nella maniera più assoluta.

Infatti, l’Associazione Salam non solo non gode di strutture in comodato d’uso destinate alla prima accoglienza dei migranti, ma l’uso dell’immobile sito in via Anfiteatro n. 219 che le era stato assegnato dal Comune di Taranto, è stato revocato e per una pressoché paradossale ragione: “ una difformità contrattuale rispetto alla originaria destinazione del locale (sede operativa dell’Associazione)”. Dal contratto di locazione dell'immobile all'art. 2 è riportato che l'immobile doveva essere usato come “sede per le politiche migratorie e l'emergenza profughi”. L'immobile è stato usato infatti per ospitare tra l'altro la sede del Centro Interculturale Nelson Mandela, servizio riferito all'assessorato delle politiche sociali , politiche migratorie, che risulta tra le attività dell’Associazione Salam! e quale centro che dovrebbe essere finanziato in gran parte dal Comune di Taranto! .Ci si domanda dunque: qual è la difformità? La questione rasenta il ridicolo. Nei fatti però, ancora una volta ad essere danneggiati sono i lavoratori e tutti quei partner del Centro Interculturale che hanno lavorato per mesi in quella struttura. Quell’immobile chiuso e praticamente inagibile è stato finalmente aperto alla cittadinanza. E solo a spese nostre, senza vedere nemmeno l’ombra di un centesimo da parte del Comune. Non solo la Salam ha pagato regolarmente gli affitti di locazione, ma per poter aprire il Centro e renderlo fruibile al pubblico, ha dovuto sostenere importanti costi di ristrutturazione. E tutto questo con il sostegno e il supporto dei lavoratori che si sono spesi personalmente promuovendo il Centro Interculturale, mettendo al servizio della cittadinanza competenza, professionalità e grande sensibilità, ed offrendo tanti servizi, essenziali, che mancavano in questa città.

Chiediamo quindi al Sindaco di Taranto , considerato il suo impegno profuso nel campo dell'accoglienza dei migranti, di prendere una posizione netta in merito a questa questione di una gravità assoluta. Ricordando inoltre come lo stesso insieme a tanti assessori fosse presente quel 3 novembre 2014, all’inaugurazione del Centro Interculturale Nelson Mandela. In quell’occasione in differenti lingue comprese quella italiana si è specificato l’indirizzo del Centro Interculturale, riportato anche dall’Ansa. Non vorremmo che dietro questa decisione e motivazione ci sia una ragione a sfondo “razzista”, presa anche a seguito di pressioni da parte di persone e politici di estrema destra che hanno osteggiato fin da subito la riuscita di questo progetto definendolo “insostenibile” e considerandolo in maniera semplicistica e qualunquista “un centro per immigrati” che mette in secondo piano i gravi problemi dei bisognosi tarantini e dei giovani laureati. Non considerando, invece, Vietri e Cito, protagonisti di questi attacchi , che grazie al Centro Interculturale hanno trovato un’opportunità lavorativa proprio dei giovani laureati, e anche tarantini.

Ha lasciato inoltre basiti tutti i lavoratori, la missiva indirizzata dall’Assessore Baio (assessore all’Ambiente) alla Presidente Salam, con cui chiedeva spiegazioni sull’andirivieni di persone che a ogni ora del giorno frequentano il “centro culturale” Nelson Mandela che “accoglie cittadini extracomunitari”.

Rispetto ai duri colpi ricevuti i lavoratori e le lavoratrici della Salam ong chiedono che il lavoro finora svolto ci venga riconosciuto, anche a seguito delle relazioni da parte delle funzionarie del Comune di Taranto (ufficio immigrazione).

Non siamo indifferenti rispetto a temi che ci toccano da vicino, non siamo indifferenti rispetto ad un sistema di gestione dell’accoglienza che da Taranto fino al nord Italia mostra tantissimi buchi , non restiamo indifferenti rispetto ai bisogni della città e dei migranti, siamo per una corretta e completa informazione ma sempre nel rispetto della persona e della sua dignità. Auspichiamo pertanto che la nostra voce venga ascoltata e che le nostre richieste al Sindaco, persona che ha sostenuto fortemente il progetto del Centro Interculturale, abbiano una risposta immediata nel rispetto di un lavoro che molto spesso non è riconosciuto, e che con dedizione e spirito di sacrificio portiamo avanti e mettiamo al servizio della città, andando spesso oltre gli incarichi contrattuali. Questo e sempre con la convinzione di stare dalla parte dei giusti e dei più deboli, contro ogni logica di profitto e di sopraffazione, e contro ogni attacco xenofobo e razzista.


dott. ssa Antonietta Podda
380.7587924



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