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Comunicazioni attivitĂ  Parlamentari Movimento 5 Stelle

giovedĂŹ 19 febbraio 2015
da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate





ILVA: I CREDITI DELLE AZIENDE DELL’INDOTTO ED IL CASO CEMERAD AL CENTRO DEL DIBATTITO SUL SETTIMO DECRETO SUL SIDERURGICO

 

Nella discussione al Senato sul 7° decreto ILVA, la maggioranza boccia un emendamento 5 Stelle per trovare i fondi dei creditori del siderurgico, messi in ginocchio dai mancati pagamenti. Per il sito Cemerad, invece, il PD vuole dimezzare la dotazione per il dissesto idrogeologico in Puglia

 

È attualmente in discussione nelle Commissioni Ambiente ed Industria del Senato il settimo decreto sul siderurgico ILVA di Taranto. Tra le varie proposte, il M5S ha presentato numerosi emendamenti con l’obiettivo di migliorare un decreto che, a detta dei 5 Stelle, “mortifica ancora una volta Taranto ed i tarantini”. Tra i temi trattati non potevano mancare anche i debiti dell’ILVA verso i lavoratori dell’indotto e la situazione dell’ex Cemerad di Statte, una vera e propria minaccia ambientale con migliaia di fusti, ammassati in torri alte fino a venti metri in un semplice capannone di lamiera e molti dei quali contenenti scorie che emanano radiazioni, abbandonate a poche chilometri dal quartiere Paolo VI di Taranto da oltre vent’anni.

 

“I crediti vantati dalle imprese dell’indotto del siderurgico tarantino ammontano a circa 100 milioni di euro per il solo 2015 – dichiarano i parlamentari pugliesi 5 Stelle e la candidata governatrice Antonella Laricchia (M5S) – Con un nostro emendamento abbiamo proposto di recuperare la somma dal fondo del finanziamento pubblico ai partiti, pari a 91 milioni di euro. Ovviamente, ci siamo scontrati contro il muro della maggioranza che, bocciando la nostra richiesta, continua ad anteporre i propri privilegi di casta ai lavoratori”.


Antonella Laricchia

 

Per la vicenda Cemerad sono stati stanziati, invece, 10 milioni di euro ma si tratterebbe di fondi che vengono sottratti ad altre importanti voci di spesa destinate al territorio pugliese. “Il PD vuol fare il gioco delle tre carte con questa dotazione finanziaria – commentano i 5 Stelle - Dal Fondo per il dissesto idrogeologico della Puglia vogliono destinare una somma pari al 50% del totale a disposizione per la bonifica del sito. Il M5S sostiene da tempo che Cemerad dev’esser caratterizzata, messa in sicurezza e bonificata. Non si sa ancora, infatti, cosa ci sia dentro il sito perché manca una caratterizzazione completa delle migliaia di fusti presenti e non si hanno notizie dei risultati della caratterizzazione dei fusti per conto del Comune di Statte effettuati con fondi dalla Provincia di Taranto che avevano proprio quest’obiettivo. Questo – continuano i portavoce M5S – deve avvenire il prima possibile con fondi extra e non con quei pochi già stanziati e destinati a ridurre il dissesto idrogeologico che ha creato ingenti danni sul Gargano e nella zona di Ginosa nel tarantino. Abbiamo proposto di utilizzare un fondo già esistente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, usato proprio per ‘varie ed eventuali’ per stanziare gli interventi necessari per Cemerad. Dopo tutti i danni causati dalla cattiva politica, ci sembra quantomeno il minimo per Taranto e per la Puglia! Peraltro – concludono i parlamentari 5 Stelle e la candidata governatrice Antonella Laricchia (M5S)  – ancora non si comprende che colpa abbiano i tarantini per meritare tutto questo”.

 

 

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EXPO 2015: SI CHIARISCA OPERATO REGIONE PUGLIA

Arriva anche in Senato la questione relativa alla gestione da parte della regione Puglia delle risorse per la partecipazione ad Expo 2015, mediante la presentazione di un’interrogazione indirizzata al ministro Martina, a prima firma della senatrice pugliese Daniela Donno (M5S)

 

In occasione di Expo 2015, molte regioni italiane si sono avvalse o si stanno tuttora avvalendo di bandi pubblici per la realizzazione di attività e di servizi necessari alla partecipazione all’esposizione universale di Milano. In completa divergenza rispetto all’operato delle altre regioni d’Italia, però, la Regione Puglia non sembrerebbe fare ricorso a bandi pubblici, operando, piuttosto, una parcellizzazione delle risorse mediante contributi diretti a favore dei Gruppi di Azione Locale, di aggregazioni di Comuni, di associazioni. Una situazione, sollevata lo scorso 5 febbraio nell’altro ramo del Parlamento dal deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) con un atto di sindacato ispettivo, è arrivata anche in Senato con la presentazione di un’interrogazione da parte della senatrice salentina Donno (M5S).


Daniela Donno

 

“Prima di tutto, chiediamo al ministro dell’Agricoltura Martina se disponga di ulteriori elementi che possano fare chiarezza sulla questione - dichiara la senatrice Daniela Donno (M5S) - Non meno importante, poi, è l’avvio di ogni utile azione, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, che scongiuri qualsiasi pericolo di inefficiente utilizzo delle risorse, mediante una eventuale parcellizzazione dei finanziamenti disponibili. A breve la Puglia si troverà in un contesto in cui ogni regione d’Italia cercherà di mostrare un’immagine il più possibile rispondente alle proprie eccellenze e alle proprie potenzialità. Dunque, va da sé – conclude la parlamentare salentina 5 Stelle – che l’assenza di un progetto unitario di promozione territoriale insieme ad una gestione poco ‘ortodossa’ delle risorse non è di certo il miglior biglietto da visita che si possa presentare in occasione di un’esposizione universale”.

 

Qui l’interrogazione parlamentare:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=903028

 

 

 

 

 

 




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