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Regione debole con i forti (Governo centrale) e forte con i deboli (Province)

martedì 10 febbraio 2015


da stampa@upipuglia.it





Dichiarazione del presidente dell’Upi Puglia al termine dell’Osservatorio regionale che si è tenuto presso la Presidenza della Regione Puglia, questa mattina, alla presenza, fra gli altri, del presidente Nichi Vendola e del sindaco della Città Metropolitana, Antonio Decaro.

 

 

“Quello di oggi è stato l’ennesimo incontro interlocutorio. Per questo torniamo nei nostri territori senza soluzioni e con qualche preoccupazione in più.

 

La Regione Puglia, questa mattina, ha preso ancora ulteriore tempo programmando consultazioni personalizzate con le cinque Province pugliesi e la Città Metropolitana di Bari che impegnerà i dirigenti dell’ente e l’assessore al Lavoro Leo Caroli dal 16 al 20 febbraio prossimi. Perdendo così un altro mese visto che questa ricognizione era stata già annunciata nel corso dell’Osservatorio regionale che si è tenuto il 19 gennaio scorso e doveva essere terminata entro la fine di gennaio.

 

La verità è che dall’incotro di oggi ci aspettavamo chiarezza legislativa e gestionale che ci consentisse di tornare nelle nostre Province  e assicurare dipendenti sul loro futuro professionale e i cittadini sulla continuità dei servizi che comunque stiamo erogando.

Molti di questi per senso di responsabilità visto che dal primo gennaio di quest’anno stiamo espletando funzioni che non competono più alle Province ma per le quali stiamo anticipando i costi dei servizi e del personale impiegato.

 

Per questi motivi avremmo voluto che la Regione Puglia nelle more dell’approvazione del disegno di legge licenziato dalla Giunta regionale il 30 dicembre scorso si rendesse disponibile a qualche trasferimento di risorse, così come stanno facendo altre Regioni, in modo da arrecare seppur un lieve “ristoro” alle casse provinciali ormai allo stremo.

 

Ma il presidente della Regione, Nichi Vendola, se da un lato condivide palesemente, così come ha fatto oggi dopo il mio intervento, le nostre preoccupazioni, sul piano pratico abbiamo la percezione che i suoi tecnici siano dell’avviso che se le funzioni dovessero restare in capo alla Regione le Province dovranno trasferire non solo il personale, ma anche le risorse (che per altro ci sono state già tagliate dal Governo centrale), mentre se le stesse dovessero essere delegate alle Province il trasferimento di risorse non ci sarebbe.

 

Ora ha ragione il presidente Vendola quando dice che trasferire i problemi da un ente a un altro ente, che non sono la causa di questo disastro legislativo-amministrativo, non serve a risolvere i problemi, ma è anche vero che l’impressione che abbiamo da tempo, ormai, che è il comportamento della Regione sia debole con i forti (Governo centrale) e forte con i deboli (Province)”.

 




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