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Sperando che non collassi !!!
Quale sarà il destino della MASSERIA ?

sabato 1 novembre 2014

da osservatoriolegnc@libero.it




Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

MASSERIA SOLITO, LA VITTORIA DELLA COSTANZA. MA IL FUTURO?

 

PER LA MASSERIA SOLITO SI INTRAVVEDE LA SPERANZA DI UN FUTURO, DOPO LE LOTTE SOSTENUTE DAL "LIBERO OSSERVATORIO DELLA LEGALITÀ" PER SOTTRARLA ALLA DEMOLIZIONE E RESTITUIRLA ALLA FRUIZIONE DEI CITTADINI, TESTIMONIANZA DI UN PASSATO NEPPURE TROPPO LONTANO ( rammentiamo che negli anni 50-60 la zona Bestat era ancora agricola!). IL 29 APRILE L'INCONTRO CHIESTO ED OTTENUTO DAL CENTRO STUDI E L'INVITO DA QUESTI RIVOLTO ALLE " ASSOCIAZIONI CULTURALI E SOSTENITORI RECUPERO MASSERIA SOLITO". MA QUALI ASSOCIAZIONI SI SONO  MAI PREOCCUPATE DI SOSTENERCI NEGLI ANNI DELLA LOTTA PER CONTRASTARNE L'ABBATTIMENTO? 

CHI MAI HA SPESO UNA PAROLA A DIFESA DELLA STRUTTURA OPPURE DI CHI E' ARRIVATO A BLOCCARE CON LA PROPRIA PERSONA L'ARRIVO DELLE RUSPE? DOVE ERANO I SOSTENITORI?

PER MEGLIO RAMMENTARE L'IMPEGNO DEL NOSTRO "OSSERVATORIO" RIPORTIAMO SOLO ALCUNI DEI TANTISSIMI ARTICOLI PUBBLICATI SU QUESTO BLOG, SOTTOLINEANDO CHE SONO STATI PUBBLICATI ANCHE SUI TUTTI I QUOTIDIANI LOCALI.

 

Uno scippo provocato

Al Prefetto di Taranto,

Sindaco di Taranto,

Sovrintendente

 

Torniamo a parlare di Masseria Solito, una vicenda che denuncia l’incredibile leggerezza, la preoccupante assenza di lungimiranza, la scarsa volontà di alternative occupazionali di chi è preposto alla gestione della città, alla tutela del territorio e dei suoi "beni" fin troppo negletti e abbandonati. La storia si ripete da decenni ed è più che mai attuale per una crisi dalle dimensioni mondiali. Ebbene, è il momento di rinnovare i canoni economici e produttivi, abbandonando sillogismi stantii per un’architettura mentale ed economica improntata sulle capacità e sullo spirito di iniziativa con una propensione per alternative che partano dalle potenzialità del territorio. Ed il turismo è l’alternativa per antonomasia in un territorio, come quello jonico, ricco di arte, tradizioni e cultura, di tesori da ripristinare e valorizzare. La Masseria Solito, fuori di dubbio, è prototipo di arte, tradizione e cultura, rurale. Sito a poche decine di metri dalla "Cripta del Redentore" (altro sito archeologico di rilevante interesse “storico - artistico “ finito nel dimenticatoio...) il complesso edilizio, le cui tracce risalgono ai primi del '600, dapprima di proprietà degli Amontinato, di seguito degli Gnettari (dal 1637 al 1676), nel 1717 fu concesso in enfiteusi al reverendo Domenico Antonio Solito, illustre esponente del "Clero Tarantino", alla cui famiglia rimase a lungo, fornendo il nome a tutta la contrada, prima di passare a Luigi Viola. Un "pezzo di storia", dunque, per il quale si delinea una fine ben triste ed illogica, ovvero la demolizione per far posto ad un palazzo che, seppure dovesse possedere tutti i crismi della moderna bioarchitettura, sarebbe semplicemente uno dei tanti palazzoni tarantini, palazzoni anonimi che, spesso, "ammorbano" strade altrimenti di interesse storico-architettonico come Corso Umberto, traviato da costruzioni "fuori luogo".

Ci si chiede: perché Comune e Sovrintendenza non intervengono?

Senza porsi "il minimo dubbio di liceità" si tenta di demolire un "pezzo di storia" cittadino.

In più occasioni consiglieri comunali, comitati, semplici cittadini sono intervenuti per chiedere alle istituzioni preposte un intervento autoritario per fermare la richiesta di demolizione, avanzata dagli attuali proprietari per procedere ad una sostituzione edilizia con alcuni alloggi.

Negli anni si sono susseguite le voci di demolizione di una struttura che, anche se se abbandonata ed ignorata da 30 anni, rimane pur sempre un importante "Sito Storico" di non trascurabile interesse. Oggi, ci risiamo! Chi si opporrà?

Il Libero Osservatorio della Legalità chiede un intervento deciso della società civile, di quanti hanno a cuore l’interesse per i beni della città, da proteggere, da valorizzare, anche per una nuova "cultura occupazionale".

Già nel 1996 era stato chiesto - senza successo alcuno - l’intervento dell’Amministrazione e della Soprintendenza a tutela dello "storico reperto", dato che, come ribadito all’art. 10 del recente Codice dei beni culturali, lo stesso è piuttosto un bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "procedimento di dichiarazione di interesse culturale" dalla Sovrintendenza.

Chiaro che c'è sempre tempo, ammesso che nel frattempo, nel silenzio di una Città in tutt'altre faccende affaccendata, tesa non certo alla difesa del territorio, non accada l'irreparabile, non intervenga "prepotente” la demolizione.

Auspico che la Sovrintendenza, più volte accoratamente adita, vorrà assumere le iniziative di competenza, dato che "sono beni culturali oggetto di tutela" : le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale.

Appare tra l'altro inspiegabile che si continui ad ignorare quanto disposto dal successivo art.. 21 "Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero": a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione... 

Ritenendo opportuno garantire l'incolumità della struttura - rigettando qualsiasi progetto di demolizione - invitiamo il Soprintendente ad intervenire per " imporre d'ufficio" gli interventi conservativi previsti dall’art. 33 del Codice dei beni culturali - interventi realizzabili agevolmente in considerazione della possibilità del concorso pubblico alle relative spese.

L'Osservatorio sulla Legalità nel rivolgere appello a chiunque sia interessato alla tutela dei Beni Cittadini auspicando si possa procedere ad un recupero funzionale per un utilizzo sociale – culturale

chiede

- al sig. Sindaco di sospendere qualsiasi atto inerente l'insana richiesta di demolizione;

- alla Sovrintendenza di inserire il manufatto nell’elenco dei beni da sottoporre a tutela.

 

 

E' più forte di me!

Non riesco a fingere per quello che di raccapricciante accade a Taranto.

Città strana per davvero, un territorio per il quale non si riesce proprio ad avere attenzione per non parlare poi di "rispetto".

Sono costernato e mortificato innanzitutto per la mancanza di interesse da parte dei miei colleghi tutti, impegnati unicamente a rincorrere il Profitto.

Presi da detto vortice, non riescono a comprendere come possa il sottoscritto trovare tempo e forza per interessarsi a determinate problematiche che... ma ripeto, proprio non riesco a voltarmi dall'altra parte.

Al momento, sono mortificato per la convinzione di taluni che non si possa far nulla per evitare la demolizione della Masseria Solito.

Se anche non si dovesse poter imporre un qualsiasi vincolo... chiedo: “Perché non pensare di spostare i volumi duplicati e/o triplicati, in altra zona?”

Il manufatto, una volta passato nella disponibilità Comunale, potrebbe essere concesso in comodato ed una volta ristrutturato potrebbe essere destinato, ad esempio, a SEDE degli Ordini Professionali....

Dimostrazione tangibile di interesse per il Territorio, per i monumenti in genere.

Se detta opportunità fosse avanzata da qualcuno che conta, sarebbe accolta.

Assessori e sindaco penso non sappiano come uscire da questo vicolo cieco, atteso la sovrintendenza che in maniera lapidaria avrebbe risposto:

Non possiamo vincolare ogni Locanda nella quale è passato Garibaldi...!”Compreso con chi si ha a che fare ?

Masseria Solito: ancora allarme abbattimento

Pare proprio che ci si sia intestarditi. Vogliono a tutti a tutti i costi abbattere la Masseria Solito di Taranto. Altro pezzo di storia che va in gloria…Ma sì, forse è meglio così.

Vuol dire che ce lo meritiamo. Pare che i proprietari non vogliano proprio saperne di costruire altrove i volumi anche se maggiorati con premialità varie.

Pare che, forti del parere della Sovrintendenza, stiano bussando in maniera “forte” al comune che ha inficiato (a ragione dico io) l’ignobile D.I.A. con la quale si stava provvedendo all’insano atto distruttivo.

Eh, già, pare che la Sovrintenza non voglia riconoscere alcuna peculiarità…tanto meno quella storica.

E' triste, ma pare che basti la convinzione di un'unica figura (competente... per carità) che tutto possa andare in gloria.

Quasi si trattasse di una casupola qualsiasi. Ecco che senza tanti complimenti, a Taranto, città nella quale è difficile abbattere anche una delle tantissime brutture, uno dei tanti ruderi senza senso e significato, ecco che si avalla l’abbattimento di quello che di certo rappresenta l’antesignano dei fabbricati cittadini nato quando la città era stretta nelle mura dell’isola.

Ritengo che innanzi a quel manufatto che indubbiamente riveste carattere d’interesse pubblico a poco o nulla possa valere il diritto di chi è e deve rimanere, della città tutta, anche di chi non se ne frega nulla, perché determinati manufatti non possono appartenere a Tizio e/o Caio, bensì alla comunità che ha il dovere di conservarla per tramandarla ai posteri… A futura memoria, dunque!

La Sovrintendenza…che dire? Guai a mettersela contro. Guai a fronteggiarla. Sarebbe come giungere al “Chi sei tu? Chi sono io” che non può che vederti perdente”.

Tutti la temono. Possibile che nessuno riesca ad interpellare il ministero ai Beni culturali?

Possibile che nel silenzio generale si debba assistere a ciò che non si discosta più di tanto da una esecuzione di morte?

Una società civile, una società fiera del suo passato si attiverebbe per bloccare la ruspa assassina, per sensibilizzare e smuovere il ministero al fine del vincolo!

Tra le altre cose perché non portare la richiesta di demolizione all'attenzione del Consiglio Comunale?

Appello a chi ha a cuore la Masseria

Ritenendo senz'altro efficace invitare chiunque vorrà farlo ad inviare la richiesta tesa alla rimozione dell'ingombrante cartellone pubblicitario che posto a ridosso della recinzionedi via Plateja impedisce la visuale della Masseria Solito, che nel breve volgere di pochi giorni rischia di ripiombare nel disarmante "dirupo" dell'indifferenza generale.

Inoltriamo l'appello all'indirizzo comuneta@comune.taranto.it non già alla Circoscrizione, la quale riterrà di dover riunire il Consiglio Circoscrizionale, anche per detta banalissima, al tempo stesso importantissima circostanza, con gran perdita di tempo.

 

Adesione all'appello "Salviamo la Masseria Solito"

Il Comitato per Taranto aderisce all'iniziativa "Salviamo la Masseria Solito"

 

Non dubitare che un gruppo di cittadini

impegnati e consapevoli

possa cambiare il mondo:

in effetti è solo così che è sempre andata.

Margaret Mead

 

Taranto: la Masseria Solito (del 1600) è a rischio abbattimento

 

Sito nel quartiere Tre Carrare-Battisti, a poche decine di metridalla "Cripta del Redentore" il complesso edilizio oggi noto come "Masseria Solito" le cui tracce risalgono agli inizi del '600, nel 1717 fu concesso in enfiteusi al reverendo Domenico Antonio Solito - illustre esponente del "Clero Tarantino" - alla cui famiglia rimase alungo, fornendo il nome a tutta la contrada - prima di passare a Luigi Viola.

La Masseria Solito è fuor di dubbio un bene "storico - culturale" per la Città di Taranto, e come tale riteniamo che vada salvaguardata. Ma nel silenzio assordante di una Città distratta, nella quale vige la disinformazione, ieri è stata autorizzata proprio la demolizione di questo stabile.

Ci chiediamo perché si vuole demolire un "pezzo di storia" cittadino così, a cuor leggero, senza essersi posti il minimo dubbio di liceità.

Come mai il suddetto complesso edilizio non è stato mai sottoposto alla CAT e dunque al Consiglio Comunale? Perchè questa masseria non ha avutolo stesso trattamento riservato al palazzo di via Acclavio?

A nulla sono valsi gli appelli di consiglieri comunali, comitati,semplici cittadini che sono intervenuti, in più occasioni, per chiedere alle istituzioni preposte un intervento autoritario per fermare la scriteriata richiesta di demolizione della "Masseria Solito", avanzata dagli attuali proprietari per procedere allarealizzazione di un fabbricato per civile abitazione. Anche se abbandonata ed ignorata da 30 anni, rimane pur sempre un importante"Sito Storico" di non trascurabile interesse. Occorre ricordare eribadire che già nel 1996 era stato chiesto - senza risposta alcuna - l´intervento del Sindaco e della Sovrintendenza a protezione - tutela dello "storico reperto", atteso che come ribadito all´art.10 delrecente Codice dei beni culturali, lo stesso è piuttosto un bene datutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "procedimento di dichiarazione di interesse culturale" da parte della Sovrintendenza.

Ci auspichiamo che la locale Sovrintendenza vorrà quanto prima assumere le iniziative di propria specifica competenza, atteso che sono beni culturali oggetto di tutela le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell´economia rurale tradizionale.

Appare dunque e tra l'altro assolutamente inspiegabile che, si continui ad ignorare quanto disposto dal successivo art. 21 "sono subordinati ad autorizzazione del Ministeroa) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione...".

Nel ritenere che sia quanto mai opportuno garantire l'incolumità dell'intera struttura - rigettando ed non autorizzando progetti attialla sua demolizione - invitiamo il Sovrintendente ad intervenire per "imporre d'ufficio" gli interventi conservativi previsti dall´art.33 del Codice dei beni culturali - interventi conservativi che si possono agevolmente realizzare atteso tra l'altro la possibilità del concorso pubblico alle relative spese.

Nell´auspicare che si proceda piuttosto ad un suo recupero funzionale destinandola pittosto ad un utilizzo sociale - culturale,

 

chiediamo

- al sig. Sindaco di sospendere ogni atto inerente l'inopinata - insana richiesta di demolizione;

- alla Sovrintendenza di voler considerare la possibilità di inserire il manufatto nell´elenco dei beni da sottoporre a tutela;

- al Difensore Civico di "difendere"... un bene di pubblico interesse e dunque comune... "anche se privato".

La Masseria potrebbe essere salvata atteso la rilevanza Storica e conl'ausilio di Enti e/o istituti privati ristrutturata e destinarla ad unuso d'interesse pubblico - sociale.

In una città che lotta per il diritto di vivere in un ambiente sano e in salute è quanto mai vitale preservare le alternative di sviluppo che offre il territorio e una fra queste è di certo lo sviluppo del turismostorico-culturale. La demolizione di questo edificio, anziché la sua restaurazione, è l´ennesima violenza su un territorio ricco di storia che ha già perso molto e non merita di essere colpito ancora.

Per ora questa richiesta è sostenuta da comuni cittadini nonorganizzati, dall'Osservatorio per la Legalità, dagli Amici di BeppeGrillo di Taranto, dal Comitato Cittadino Taranto Futura, dal comitato contro l'inquinamento Taranto libera. Chiunque voglia aggiungere il proprio sostegno può scrivere una mail a lastoriaditarantononsitocca@gmail.com.

 

Se sarà necessario far partire una sottoscrizione ve ne daremo comunicazione.

Appello ai saggi

La Masseria Solito è salva. Ancora una volta, per fortuna.

Grazie alla caparbietà, all'ostinazione di qualcuno, all'amore per la Città e per i suoi tesori, potenziali portatori di ricchezza, di chi senza soluzione di continuità è andato contro decisioni pubbliche e interessi privati... Oggi, tanta ostinazione ha prodotto i suoi frutti, ma Nevio Conte non può continuare ad essere la sola vox clamans in deserto.

E' necessario, indispensabile, che quanti amano la Città si sveglino dal torpore secolare e scendano in piazza a reclamare a gran voce il diritto alla ripresa.

Chi se non nomi del calibro di Anzoino, D'Angela, De Stefano, Massafra, Nistripossono essere, loro, portatori di sapienza, gli uomini della rinascita.

Non deleghiamo al Consiglio Comunale un ruolo che non è loro congeniale! A ciascuno il suo!

 

Appello rivolto alla prof. Barbanente

Preg.ma Professoressa Barbanente,

la bagarre di ieri apsramente criticata da taluni,facile immaginare chi, ha comunque permesso il ritiro dei "guastatori", di chi approfittando di un momento di disattenzione generale, ma fondamentalmente pescando nel torbido, con una banalissima DIA aveva gia portato nel sito le macchine operatrici per procedere alla eliminazione del manufatto in oggetto.

L'aver apposto un insulso cartello di cantiere abilitava dunque allo scempio... davvero disarmante!

Per fortuna il Tam Tam telematico ha funzionato ed ha attirato in zona gli organi di controllo.

L'assessore D'Ippolito ha invalidato l'inconcepibile DIA.

Sembra però che la Sovrintendenza non voglia riconoscere la storia di quell'antico manufatto, la sorte del quale a questo punto sarà decretata dal Consiglio Comunale, a nulla valendo il richiamo dello scorso anno della Sovrintendenza di Roma tanto al sindaco Stefano che all'arch. Ressa.

Possibile che non esista una norma, un appiglio un riferimento che possa impedire la morte fortunosamente sventata ieri?

La prego, intervenga, se può, non permetta che si compia ciò che non si discosta più di tanto da un delitto.

Grazie per quanto vorrà fare.

La Masseria Solito è salva

La Masseria Solito, per il momento e per fortuna è ancora in piedi, atteso che un provvidenziale intervento dell'ultimo momento, è riuscito a fermare le ruspe, pertanto... non si procederà alla temuta ed oramai certa demolizione.

Speriamo le si voglia riconoscere quantomeno il "vincolo storico".

E' così si vuol fare turismo?

Masseria Solito, una masseria del '500, prima della demolizione.

Così si vuol fare turismo? Sono passati millenni dall'era delle caverne!

Vergogna per l'incapacità di tutelare le ricchezze, sempre più scarne, del territorio.

 

 

il silenzio della vergogna!

Per far cadere quanto prima nel dimenticatoio certi argomenti non si può che tacere, sempre tacere; poi, quanto meno te l’aspetti, ecco che si ritentano colpi andati male in precedenza.

Purtroppo, e nuovamente, al Quartiere Tre Carrare Battisti si rincorrono preoccupate e preoccupanti voci inerenti la possibile demolizione del Manufatto noto come “Masseria Solito” di via Plateja.

 

Ai primi di Gennaio 2006, l’Osservatorio ed il Comitato Giustataranto avviarono una raccolta firme per cercare di sottrarre un “Monumento Cittadino” ad unafine ignobile e ingloriosa.

Copia delle centinaia di firme raccolte furono protocollate presso le segreterie di Palazzo di Città, del Difensore Civico e della locale Sovrintendenza; solo il prof. Guadagnolo ha ritenuto di sollecitare l’intervento del Soprintendente per apporre alla stessa quantomeno il “vincolo storico”.

Ebbene, se a distanza di poco tempo si ritenta il colpo, vuol dire che a nulla son valse le sollecitazioni e le centinaia di firme raccolte tra chi riteneva importante la tutela di un bene.

Se si ritenta il colpaccio vuol significare che il Sindaco non ha inteso sospendere qualsiasi atto inerente l'inopinata - insana richiesta di demolizione e che la Sovrintendenza non ha ritenuto possibile inserire il manufatto quantomeno nell’elenco dei beni da sottoporre a “tutela storica”, nonostante l’opinione dei cittadini.

E così, a cuor leggero, senza porsi …"il minimo dubbio di liceità” il colpo maldestro, la determinazione eliminare un "pezzo di storia" cittadino.

Questa è l’attenzione, la sensibilità che si riesce ad esprimere a Taranto. Dunque, non ci meravigliamo se senza soluzione di continuità ci ritroviamo a soccombere ed a grattare il “fondo classifica” delle annuali graduatorie.

Cos’altro potremo mai porre sul piatto della bilancia se non i soliti “Voli Pindarici” che ci vedono primeggiare sempre e comunque? Cosa potremo mai proporre se non riusciamo ad eliminare, peggio, se ignoriamo le “Nostre Miserie”, a cominciare dalla insana voglia di cancellare tracce del passato?

A nulla sono valsi gli appelli alle istituzioni preposte per un intervento autoritario per fermare la scriteriata richiesta di demolizione della “Masseria”, per procedere alla realizzazione di un fabbricato per civile abitazione.

Evitiamo che si commetta un "crimine" nei confronti di un "gioiello cittadino", che, anche a non voler considerare tale, rimane pur sempre un "vecchio manufatto", di rilevante interesse storico cui prestare la "giusta attenzione", allocato a poche decine di metri dalla "Cripta del Redentore", altro sito archeologico di rilevante interesse “storico - artistico“ finito nel dimenticatoio della solita Città distratta.

Il complesso edilizio oggi noto come "Masseria Solito", le cui tracce risalgono agli inizi del 1600, è fuor di dubbio un bene "storico - culturale del quale non si è ancora riusciti a comprendere il "valore storico".

Già nel 1996 era stato chiesto - senza successo alcuno - l’intervento del Sindaco e della Soprintendenza a protezione-tutela dello "storico reperto", visto che, come ribadito all’art.10 del Codice dei Beni Culturali, è bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "Procedimento di dichiarazione di interesse culturale" dalla Soprintendenza; chiaro che c'è sempre tempo per farlo, ammesso che nel frattempo, nell'assoluto silenzio, non accada l'irreparabile, non si consumi l’ennesimo oltraggio.

Perché la locale Sovrintendenza, più volte accoratamente adita, non vuole assumere le dovute iniziative, dato che "sono beni culturali oggetto di tutela": …l’architettura rurale avente interesse storico–etnoantropologico, quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale.

Inspiegabile che, si continui ad ignorare quanto disposto dall’art.. 21: "sono subordinati ad autorizzazione del Ministero: - la demolizione di cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione".

Nel ritenere opportuno garantire l'incolumità dell'intera struttura - rigettando qualsiasi progetto di demolizione - si auspica nell’autorevole intervento della Soprintendenza per "imporre d'ufficio" gli interventi conservativi comeprevisti dall’art. 33 del Codice dei beni culturaliinterventi conservativi che si possono realizzabili atteso il concorso pubblico alle relative spese.

 

Nel rivolgere un nuovo appello agli architetti ed a quant’altri interessati alla tutela dei Beni Cittadini, nell’auspicare che si proceda al recupero funzionale destinandola casomai ad un utilizzo sociale - culturale, si chiede al sig. Sindaco d’intervenire per sospendere qualsiasi atto inerente l'insana richiesta di demolizione.

 

Taranto lì, 01.11.14                                                                                           il presidente

                                                                                                                                

 

E dunque, diteci, quale sarà il destino della MASSERIA ?

SIAMO RIUSCITI A SOTTRARLA ALLE RUSPE.......

POTREMO FARE ALTRETTANTO RISPETTO ALLE INTEMPERIE

ED AL PERDURARE DELL'INCURIA DI CHI DOVREBBE PROVVEDERE?




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