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La storia di Ibraham.
Primo nato in Sprar a Martina Franca

sabato 18 ottobre 2014

da Antonietta Podda
Ufficio Stampa Associazione Salam ong




E' il primo nato in Sprar a Martina Franca. Si chiama Ibraham ed è figlio di una coppia del Ghana, da luglio qui in Italia. Ibraham è nato all'Ospedale di Martina da poche ore (alle dieci di questa mattina), e porta con se una storia che parte da lontano, molto lontano. Parte cioè dal momento del suo concepimento, quando i suoi genitori decidono di scappare via dagli orrori della guerra in Libia. E' qui,nel Paese senza legge dove la faida di Misurata e quelle di Zintan si scontrano ogni giorno, che la sua mamma Olabisi e il suo papà Ibrahim lavoravano, finché poi la loro vita è cambiata. La guerra fa precipitare tutti i loro progetti di vita. In preda alla disperazione l'unica soluzione possibile che appare ai loro occhi è quella di partire. Scappano, e affrontano insieme, mano nella mano, “il viaggio”, la difficile traversata del Mar Mediterraneo, conosciuto oramai come il cimitero dei migranti. Olabisi porta in grembo il piccolo Ibraham. E' soprattutto per lui che decidono di fuggire: perché spinti dalla speranza di offrire al loro piccolo un futuro di maggiori certezze Destinazione: Italia. Durante il viaggio, fortunatamente verranno salvati in mare dai militari italiani grazie all'operazione Mare Nostrum: a luglio arriveranno nella città dei due mari. Taranto. Qui, l'Associazione Salam ong che accoglie ed assiste i migranti durante e dopo gli sbarchi, fa richiesta di inserimento della coppia in Sprar, al Servizio Centrale. Dai primi di luglio, vivono a Martina Franca, in un appartamento che gli è stato assegnato momentaneamente, come richiedenti asilo politico. Ricevono giornalmente aiuti ed un sostegno psicologico da parte degli operatori dell'ente gestore, l'Associazione Salam e del Comune di Martina Franca (Assessorato ai Servizi Sociali). Ma anche un prezioso contributo arriva dal coordinamento delle Associazioni di Volontariato della città della Valle d'Itria e da tanti cittadini martinesi. Olabisi e suo marito vivono ora serenamente la loro nuova vita, stringendo degli ottimi rapporti col vicinato.

La famiglia “Sprar” si allarga, e cresce col sostegno di tutta la comunità martinese. A novembre infatti è prevista un'altra nascita: un bambino di una famiglia della Repubblica del CIAD. Un proverbio africano dice “per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. E Martina Franca, come città accogliente, è quell'“intero villaggio”, una comunità di riferimento che affianca le nuove famiglie e non le lascia sole.

 

Antonietta Podda

Ufficio Stampa Associazione Salam ong. 

380-7587924

 




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