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Latte di bufala: il M5S propone il sistema campano
martedì 15 luglio 2014

da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate




AGRICOLTURA: ALL’INUTILE SISTEMA DI TRACCIABILITÀ DEL LATTE DI BUFALA DEL MINISTERO, IL M5S PROPONE LA CONCRETA ALTERNATIVA DEL SISTEMA CAMPANO

 

Presentata una risoluzione in Commissione Agricoltura alla Camera che solleva le criticità dell’attuale inefficiente metodo attuato oggi dal Ministero delle Politiche Agricole e propone l’adozione a livello nazionale di quello dell’ORSA

 

Da molti anni la contraffazione della mozzarella di bufala sta mettendo in difficoltà uno dei vanti della gastronomia italiana. Truffe e raggiri si sono susseguiti, mentre le inchieste della magistratura raccontano di ingenti quantità di mozzarella di bufala DOP prodotte con latte di bufale non allevate nell’area del marchio oppure, peggio ancora, con latte in polvere, congelato o di vacca, proveniente anche dall’estero o accompagnato da falsa documentazione. La soluzione sarebbe da ricercare, secondo i 5 Stelle, in un sistema efficiente di tracciabilità nazionale del latte di bufala. Un sistema presente sul sito del Ministero delle Politiche Agricole e che consente ad allevatori e produttori la trasmissione di dati all’amministrazione.

 

“Peccato che a conferire i dati siano solo alcune decine di allevatori – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), componente della Commissione Agricoltura alla Camera – Questo perché la violazione dell’obbligo di trasmissione dei dati non prevede alcuna sanzione. Non si può certo dire, quindi, che i dati conferiti al sistema siano rappresentativi. Ma, oltre alla scarsa rappresentatività dei dati, vi sono anche altre criticità nel sistema attuale. Alcune legate, per esempio, al sistema di registrazione della produzione, in quanto la cadenza settimanale o mensile con la quale le quantità sono riportate, rende difficile la verifica della tracciabilità e l’impossibilità di rilevare eventuali ingressi di latte da Paesi stranieri poiché il monitoraggio è limitato alla quantità e non riporta il dato preciso sulla provenienza e destinazione. Insomma – continua L’Abbate (M5S) – non si può certo dire che il nostro Paese si sia dotato di un valido ed efficace sistema di tracciabilità”.

 

Si dà il caso che la Regione Campania abbia esteso a tutti gli operatori della filiera lattiero casearia bufalina, operanti sul territorio amministrativo regionale, la richiesta di aderire ad un sistema volontario di tracciabilità di filiera. Un sistema che pare funzionare.  La piattaforma informatica, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici – ORSA, consente agli allevatori l’inserimento dei dati relativi alle produzioni quantitative giornaliere di latte e alla sua destinazione, ai trasportatori l’inserimento dei dati relativi al latte movimentato e ai caseifici l’inserimento dei dati relativi al latte in entrata e ai derivati prodotti.

 

“Al sistema campano aderiscono attualmente 834 allevatori – dichiara L’Abbate (M5S), cofirmatario della risoluzione presentata dai 5 Stelle sulla questione – che conferiscono i dati relativi alla quantità giornaliera e alla destinazione del latte. Una bella differenza rispetto alle poche decine di iscritti del sistema nazionale.. Con la nostra risoluzione – conclude il deputato pugliese – impegniamo il Governo ad estendere all’intero territorio nazionale l’uso del sistema di registrazione informatica già disponibile presso l’ORSA, avendo cura di garantirne la  gestione pubblica”.

 

La gestione della piattaforma informatica, infatti, è affidata all’Osservatorio Regionale sulla Sicurezza Alimentare, costituito dagli Assessorati regionali all’Agricoltura e Sanità e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno, che opera anche con verifiche in campo finalizzate alla validazione dei dati introdotti nel sistema dai vari soggetti. L’uso della piattaforma consente di dimostrare inequivocabilmente la provenienza del latte bufalino dall’area della DOP mentre con riferimento agli obblighi sulla tracciabilità del latte bufalino la piattaforma permette l’elaborazione del dato del latte prodotto settimanalmente. Il sistema prevede inoltre l’incrocio dei dati dei capi in lattazione (anagrafe bufalina dell’istituto zoo profilattico di Teramo) con il  quantitativo giornaliero del latte di massa nonché con i prodotti da esso derivati e consente di tracciare e monitorare lungo tutta la filiera i flussi di materia prima e di prodotto realizzato, per evitare che nel sistema entri latte non idoneo.

 

 




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