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Come si uccide la democrazia in un Paese occidentale
sabato 22 febbraio 2014

di Pierfranco Bruni




 

 

Con il Governo Renzi e la nuova tutela di Napolitano nessuno di noi ha più il diritto di parlare di democrazia.

Siamo tutti coinvolti se non si reagisce con un pensiero forte.

Ecco come si uccide la democrazia in un Paese Occidentale

 

 

di Pierfranco Bruni

 

 

 

Siamo in una Nazione in cui i tre leader politici che caratterizzano, tra alti e bassi nel ragionamento dialettico, tra il bene e il male e al di là del bene e del male (ma in questo casoi), che non hanno un ruolo in parlamento. Anzi tra i tre uno è stato regolarmente eletto, ma poi estromesso per questioni giudiziarie. Gli altri due non si sono misurati con l’elettorato. Eppure dettano condizioni e fanno i Governi che dovrebbero garantire la stabilità del Paese.

Grillo contesta, si contrappone, ma è la misura anche di un Paese reale che non ha il coraggio di reagire. Renzi fa fuori il buon Letta, rassicurandogli di stare sereno, e fa il suo Governo attraverso una visione di democrazia tutta discutibile, in quanto è il Governo sostanzialmente del Pd o del capo che ha vinto semplicemente le primarie all’interno del Pd.

Berlusconi ha avuto, dopo il tragico giudiziario, una sua rigenerazione politica, e  comunque, pur essendo il leader di un partito di maggioranza non siede in Parlamento ma, con la “tolleranza†di questo Governo Renzi, non fa una opposizione come le opposizioni dovrebbero fare. Non esiste una opposizione costruttiva, positiva o intelligente.

C’è una maggioranza e c’è una minoranza e la minoranza  è opposizione. Quindi non mi convince, in questo particolare momento, la cauta posizione di Berlusconi. Questo Governo non doveva farsi per tre motivi.

Il primo non è un governo democratico. Il secondo non è un Governo diverso da quello di Letta se non per aver cambiato alcuni tasselli del mosaico. Terzo si instaura una legittimità ad un diritto presidenziale che crea un precedente di natura autoritaria.

Il Presidente della Repubblica, egli stesso non ha più la stessa maggioranza per la quale ha accettato di essere eletto, prima accoglie Letta con una determinato appoggio di forze politiche, poi riaccetta Letta con un’altra maggioranza e successivamente non fa alcuna piega quando Letta si dimette e permette a un non eletto democraticamente dall’elettorato, se non dal Pd, di costituire un nuovo Governo che come il precedente ha una scarsa visione progettuale, ha una prospettiva incerta, ha un programma simile o quasi simile al precedente.

In Italia si è stabilito non il diritto parlamentare, ma il diritto del più forte. Non si è creata una rete parlamentare direttamente eletta dal popolo, ma l’equivoco di uno Stato che fa governare senza alcun mandato parlamentale elettivo. È un fatto di una gravità inaudita.

Il Presidente del Consiglio non è un politico eletto, se non da sindaco di Firenze, non è, dunque, un parlamentare indicato dagli elettori, non è un tecnico di alta fama in qualche settore. È semplicemente, come dicevo, il vincitore delle primarie del Pd.

Chi può ancora parlare di democrazia? Chi può ancora considerare la politica come espressione di una libera dialettica. Chi può continuare ad avere fiducia nelle Istituzioni?

Ci troviamo di fronte ad un Presidente della Repubblica ex comunista eletto purtroppo anche dal Centrodestra, a un Presidente del senato espressione del Pd, a un Presidente della Camera di estrema sinistra oltre il Pd, ad un Presidente del Consiglio emanazione diretta delle primarie del Pd.

Ma in quale Stato viviamo? Possiamo ancora parlare di Stato di diritto. Il Presidente della Repubblica viene eletto, come dicevo, da una maggioranza parlamentare che non esiste più eppure guida il Paese come se fosse in Regime o come se fosse il nuovo ultimo Re d’Italia.

Lo spazio per le minoranze è inesistente. Eppure basterebbe riguardare le percentuali e i voti usciti dalle urne. Non credo che si possa continuare ad identificare la percentuale alfaniana come Nuovo Centro Destra. Ma in questo gruppetto chi è di destra? Ma la destra vera dove sta? Si è sbriciolata per una manciata di rancori e i rancori continuano ma siamo al vecchio già visto anche con Fratelli d’Italia.

Un ruolo significativo dovrebbe giocarlo Forza Italia. Ma comincia male, molto male. Questo Governo non doveva nascere. Non è cambiato nulla. È sempre vera la frase di Tomasi di Lampedusa. Cambiare affinché nulla possa cambiare realmente.

Intanto qui si è segnata la fine concreta della democrazia. Nessuno di noi ha più il diritto di parlare di democrazia. La democrazia, soprattutto in politica, è ben altra cosa. Ma con chi parliamo di queste cose? Si è creato un muro impenetrabile e quando si dice che le elezioni sono impraticabili si commetta un delitto alla verità istituzionale.

Forza Italia faccia l’opposizione seria. Con qualsiasi legge, non esistono scusanti, si vada a votare per ristabilire i concetti di libertà. di democrazia e di eticità. Siamo un Paese di democrazia finita in un processo in cui la leggerezza del pensiero debole è devastante ed ha già devastato generazioni.

Prendiamo atto di ciò. Questo Governo segna la morte anche delle libertà di voci diverse. Ma se non si reagisce con un pensiero forte, e gli intellettuali liberi devono far sentire la loro voce, non possiamo non dirci coinvolti in questo devastante trionfo della morte della democrazia. Bel titolo: Ecco come si uccide la democrazia in un Paese Occidentale.




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