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GIĂ™ LE MANI DAI CARROZZIERI
giovedì 30 gennaio 2014

Incontro con i politici e i vertici della Prefettura di Taranto.

da Ufficio stampa
Casartigiani Taranto




 

 

GIĂ™ LE MANI DAI CARROZZIERI

Continua l’azione di Casartigiani Taranto
contro alcune norme della riforma Rc auto

Anche Casartigiani Taranto incontra l’On Pelillo e i Vertici della Prefettura.

 

 

Dopo la manifestazione tenutasi a Roma, lo scordo 15 Gennaio, e dopo gli appelli di  Casartigiani Taranto sul territorio, i carrozzieri hanno incontrato  i politici e i vertici delle Prefettura di Taranto.

Infatti  si sono tenuti nei giorni scorsi gli incontri con l’On Pelillo e con la Prefettura di Taranto ai quali è stato sottoposto un documento dove si chiedi al Governo e al parlamento di superare l’articolo 8 del Decreto Legge 145/13 “Destinazione Italia”, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre, ed hanno chiesto l’apertura di un tavolo ministeriale su tutte le questioni aperte relative alla Rc Auto.

Oggi la riforma della Rc Auto rende nei fatti obbligatoria la “forma specifica” nel risarcimento dei danni ai veicoli incidentati. In pratica, le nuove norme impongono di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime.

I carrozzieri hanno proposto e spiegato  un emendamento che mira a tutelare la libertà di concorrenza nel mercato dell’autoriparazione assicurando in capo al danneggiato la libertà di scelta delle imprese di autoriparazione di fiducia ed evitando forme di abuso di posizione dominante da parte delle imprese di assicurazione.

Infatti, la soluzione definita dall’articolo 8, comma 1, lettera d), attinente al risarcimento in forma specifica, offre alle imprese di assicurazione la possibilità di incidere in modo artificioso sulla dinamica di formazione dei prezzi dei servizi di autoriparazione, con inevitabili conseguenti difficoltà per gli operatori del settore. In

tal senso la norma vigente potrebbe favorire, nei fatti, un comportamento palesemente vessatorio da parte delle stesse imprese di assicurazione, consistente nello scegliere preventivamente ed imporre carrozzerie “fiduciarie” – o addirittura di crearne di proprie – con la definizione di tariffe massime o di sconti in convenzione, in aperta violazione del principio di libero mercato e determinando distorsioni nelle dinamiche della concorrenza tra le imprese di autoriparazione.

In sostanza, il sistema previsto dalla norma in esame determinerebbe, nei fatti, una compressione artificiosa dei costi delle riparazioni costringendo le aziende di autoriparazione ad operare “in economia” con il rischio concreto di ridurre la qualità e l’affidabilità degli interventi di ripristino dei mezzi incidentati e pregiudicando, quindi, la sicurezza sia del danneggiato, sia della stessa circolazione stradale, che ispirano la

ratio della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell’attività di autoriparazione.

La soluzione individuata con la proposta emendativa non pregiudica in alcun modo la finalità pienamente condivisibile della norma in esame, volta alla riduzione dei costi dell’assicurazione RC Auto, ma, anzi, intende rafforzare le tutele a vantaggio dei consumatori contemperandole con la libertà di concorrenza nel mercato dell’autoriparazione. In tal senso la soluzione che si propone mantiene integra la facoltà delle imprese di assicurazione di effettuare il risarcimento in forma specifica e di ridurre l’entità dei premi assicurativi tenendo conto delle condizioni di maggiore affidabilità e sicurezza dei veicoli circolanti e della conseguente riduzione degli incidenti stradali.

Inoltre, occorre evidenziare che la soluzione prospettata dalla norma in esame produrrebbe certamente un eccezionale aumento di contenzioso relativo alla determinazione del costo presunto che l’assicuratore avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione mediante autoriparatore convenzionato. Infatti, la quantificazione del danno da risarcire, in assenza di parametri tecnici, oggettivi e condivisi, verrebbe

affidata alla stessa impresa di assicurazione determinando un evidente conflitto di interessi.

Invece, la proposta di emendamento prevede l’accordo preventivo sulla valutazione del danno da risarcire fra impresa assicuratrice ed impresa di autoriparazione e mantiene ferma l’emissione della fattura a consuntivo della riparazione effettuata dall’impresa medesima. Tale sistema, garantendo reali condizioni di trasparenza e correttezza sul piano fiscale, da una parte consentirebbe l’emersione del lavoro nero con il recupero di risorse fiscali e contributive a vantaggio dello Stato e della collettività, e dall’altra costituirebbe un presupposto per la tutela dell’interesse pubblico all’efficienza ed alla sicurezza del parco auto circolante.

 

Gli stessi concludo affermando: “che se il decreto non verrà modificato in forma sostanziale si rischia di far chiudere migliaia di carrozzerie indipendenti con 60.000 addetti, che non operano in convenzione con le assicurazioni. In sostanza, si impedirebbe ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia, nella solo provincia di Taranto sarebbero circa 1100 gli addetti che rischiano il posto di lavoro .

 




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