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GIÙ LE MANI DAI CARROZZIERI
giovedì 16 gennaio 2014
Centinaia di carrozzieri e oltre 40 Parlamentari alla
manifestazione nazionale

da Casartigiani Taranto Ufficio Stampa




 

 

GIÙ LE MANI DAI CARROZZIERI

Centinaia di carrozzieri e oltre 40 Parlamentari
alla manifestazione nazionale
dei carrozzieri di Confartigianato, Cna, Casartigiani
contro alcune norme della riforma Rc auto

Anche Casartigiani Taranto presente alla manifestazione con i suoi carrozzieri ma l’azione continua sul territorio

 

 

Centinaia di carrozzieri provenienti da tutta Italia e oltre 40 Parlamentari di tutte i Gruppi politici hanno partecipato oggi alla manifestazione contro alcune norme della riforma Rc Auto previste dal Decreto ‘Destinazione Italia’.

L’iniziativa è stata organizzata a Roma, presso il Centro Congressi Capranichetta, in piazza Montecitorio, dalle Associazioni dei carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani - che rappresentano 14.000 carrozzerie delle 17.000 operanti sul mercato.

Casartigiani Taranto nello specifico l’APAJ Associazione Provinciale Autoriparatori Jonici ha partecipato all’assise Nazionale con un folto numero di Imprenditori delle Carrozzerie della Provincia di Taranto.

Ma l’azione non si ferma qui la sensibilizzazione continua sul territorio, infatti, nella riunione della categoria tenutasi lo scorso venerdì i carrozzieri uniti contro le lobby delle assicurazioni hanno deciso di sensibilizzare la cittadinanza con l’affissione di centinaia di manifesti che informeranno la cittadinanza di cosa incorreranno con la firma dei rinnovi dei contratti assicurativi.

Ma non solo sensibilizzazione, vogliamo anche il confronto, “ questa la voce unanime dei carrozzieri†per questo motivo abbiamo scritto agli Onorevoli della Provincia di Taranto per far sentire le nostre proposte e sentire le nostre considerazioni, sperando nella loro attenzione, ricordandoli che il territorio è la parte essenziale a cui dare conto.

La proposta è  di superare l’articolo 8 del Decreto Legge 145/13 “Destinazione Italiaâ€, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre, ed hanno chiesto l’apertura di un tavolo ministeriale su tutte le questioni aperte relative alla Rc Auto. Oggi la riforma della Rc Auto rende nei fatti obbligatoria la “forma specifica†nel risarcimento dei danni ai veicoli incidentati. In pratica, le nuove norme impongono di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. In questo modo – hanno rilevato i carrozzieri - si rischia di far chiudere migliaia di carrozzerie indipendenti con 60.000 addetti, che non operano in convenzione con le assicurazioni. In sostanza, si impedirebbe ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia.

 


**************************
LETTERA AGLI ONOREVOLI LOCALI

Gentilissimi Onorevoli

 

 

Gentile Onorevole,

In rappresentanza delle Imprese di Autocarrozzeria della Provincia di Taranto di cui le è rappresentante all’interno del Parlamento, le scriviamo per portala a conoscenza della nostra assoluta contrarietà al recente Decreto n. 145/2013 (Destinazione Italia) ha tra le sue finalità prevalenti quelle assolutamente condivisibili di voler “spingere†le piccole e medie imprese e di volere agire nel senso delle liberalizzazioni.

Da sempre la politica ama raccontare che le PMI e l’artigianato sono la spina dorsale del Paese. Di conseguenza, bisognerebbe valorizzare, tutelare e incentivare tale comparto economico. E invece, il Governo preferisce fare un grande regalo alla lobby delle Assicurazioni che, operando in un contesto privo di concorrenza, nel corso degli ultimi anni ha aumentato i costi delle polizze del 245% mentre i sinistri (e dunque i risarcimenti) sono calati del 40%. Questo ha significato, e significa concretamente, che sono aumentate le entrate delle Assicurazioni ed è diminuito di molto il lavoro dei carrozzieri.

Infatti, l’articolo 8 del Decreto Legge 145/13, con specifico riguardo al comma 1 punti d1 e f1, assesta un grave e pericoloso colpo proprio alle piccole imprese artigiane che operano nel settore della riparazione dei veicoli, esponendo così al serio rischio di sopravvivenza 17.000 imprese di carrozzeria e 60.000 addetti. Esso, qualora approvato nella sua attuale formulazione, rappresenta, infatti, l’esatto contrario delle liberalizzazioni invocate perché, nei fatti, tutto il mercato della riparazione verrebbe indirizzato verso le carrozzerie convenzionate con le compagnie di assicurazioni, attraverso una consistente penalizzazione di natura economica per chi volesse utilizzare un riparatore di propria fiducia. Tale fattispecie espellerebbe dal mercato della riparazione la stragrande maggioranza delle 17.000 carrozzerie italiane che hanno individuato nella propria

indipendenza imprenditoriale la scelta strategica di mercato.

A questo proposito, giova peraltro ricordare ciò che realmente accade oggi nel mercato della riparazione: le Compagnie di assicurazione impongono alle carrozzerie convenzionate condizioni contrattuali-capestro (tariffe orarie inadeguate, tempi di riparazione ridotti, ricambi concessi in conto lavorazione, servizi aggiuntivi richiesti a titolo gratuito) che costringono le carrozzerie convenzionate a lavorare nettamente sotto costo, mettendo così a rischio anche la qualità della riparazione ed incentivando il lavoro nero e la concorrenza sleale. Si vorrebbe ora imporre alle carrozzerie indipendenti (quelle non convenzionate), di “conformarsi†a tale ribasso poiché le imprese di assicurazione corrisponderebbero loro una somma che non può comunque superare il costo che la compagnia avrebbe riconosciuto alla carrozzeria convenzionata.

Sembra, inoltre, paradossale che il Decreto, nelle parti evidenziate, non abbia preso in considerazione il grave e palese conflitto di interesse in cui agirebbero le Assicurazioni che, per legge, sono attualmente obbligate a risarcire il danno, ma certamente a non occuparsi anche e direttamente della riparazione, stabilendo dove riparare l’auto e a quale prezzo. Consentire, inoltre, alle Assicurazioni (cfr. punto f1 dell’articolo 8) di vietare, nei fatti, la possibilità di cedere il credito al carrozziere (cosa incomprensibile perché tale strumento di tutela del consumatore è previsto dal nostro Codice civile e non si capisce perché potrebbe non applicarsi solo nel caso dell’RC auto) è veramente un ulteriore regalo che il Governo fa alle Assicurazioni. Così facendo si permette loro di tener sotto scacco sia il carrozziere indipendente che l’automobilista.

Quest’ultimo – infatti - non può più difendere i suoi legittimi interessi cedendo il suo credito al carrozziere, il quale potrebbe gestire il sinistro direttamente con l’assicurazione, evitando anche all’automobilista di anticipare direttamente somme per la riparazione del proprio veicolo.

Le Associazioni nazionali dei carrozzerie non possono permettere che i propri rappresentati siano rottamati per decreto, in nome di una presunta riduzione delle tariffe RC auto e di una falsa liberalizzazione.

Pertanto, esse chiedono al Governo e al Parlamento di stralciare dall’articolo 8 del Decreto i commi d1 ed f1, sostituendoli con le proposte ad hoc avanzate.

Al fine di illustrare più dettagliatamente le nostre tesi e le conseguenti proposte, ma anche e soprattutto per ascoltare le Sue valutazioni in materia, anche in vista della discussione parlamentare sul Decreto in questione, Le chiediamo un incontro presso la nostra Sede provinciale.

Nella speranza che la nostra richiesta d’incontro possa essere accolta ringraziandola per la Sua attenzione in questo particolare e critico momento della vita di migliaia di carrozzerie italiane e dei loro dipendenti, cogliamo l’occasione per inviare i nostri distinti saluti.

Distinti saluti




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