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Ma quale ...BELPAESE il nostro

giovedì 21 novembre 2013

da osservatoriolegnc@libero.it




Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ osservatoriolegnc@libero.it

 

   BELPAESE sì,   matroppo SCELLERATO !

 

Far valere il DIRITTO inviolabile dell’ambiente; questo il DRAMMA a tragedia ormai avvenuta.

La causa è solo e sempre l’atavica mancanza di rispetto, di legalità... ormai FRANATA !!!

Manca il rispetto per le regole, che non prescinde quello per il territorio.

Si continua a straziare l'habitat, a stravolgere le regole solo perché chi si trova a gestire la “Cosa Pubblica” ne dispone come fosse "cosa propria", in barba al pur minimo raziocinio.

Inveiamo contro l'Ambiente in cui viviamo ferendolo irrimediabilmente a MORTE!

Gli inenarrabili sconquassi, arrecati al Territorio, arricchiscono pochi impoverendo la comunità che subisce e che tra le lacrime vede calpestare regole che ci assicurano… INVIOLABILI.

Causa principe di tutto ciò l'ignavia, il diffuso senso di lassismo palpabile ovunque.

Non c’è convinzione, manca la "volontà vera" di gestire ed amministrare la cosa pubblica, il bene comune nell’esclusivo interesse delle COMUNITÀ…!

Manca la pur minima "preparazione gestionale", non si tratta più di Politica del Territorio, Gestione della Cosa Pubblica, bensì squallida, bieca contrattazione, che non si discosta più di tanto dal "mercato delle vacche".

La Politica vera sembra essere uscita definitivamente di scena, lasciando terreno fertile alle contrattazioni e, come se non bastasse: Condono – Condono ed ancora …CONDONO !!!

Contraddizione nella contraddizione, mentre si fa deliberatamente scempio dell’ambiente senza considerare cosa c’è intorno e quali siano i luoghi interessati a queste scellerate operazioni, c’è chi nonostante tutto s’intestardisce ad invocare il turismo ancorché, come dispongono le leggi, pensare seriamente ad eliminare lo scempio determinato dall'abusivismo edilizio, innegabile flagello dell'ultimo trentennio.

Non si riesce a liberare il territorio da immonde quanto assurde indecenze, da mostri edilizi da anni in stato d’abbandono, infamanti monumenti al degrado che per decenza si evita anche solo di guardare; non trattasi di decenza, bensì di ignaviadi lassismo.

Si soccombe all’indifferenza nei confronti di tutto ciò che scempia e riduce in brandelli il diritto inviolabile all’ambiente, all’integrità ed alla bellezza del nostro habitat, del territorio, di tutto quello che dovrebbe essere "Bene Comune" ma che soprattutto rende "pezza da piedi" l'altro innegabile primario parametro del vivere in Comunità: la LEGALITÀ.

Ciò premesso, come non considerare che, anziché perseguire fatti e misfatti con estenuanti azioni legali dalle quali mai più scaturisce il ripristino dello stato dei luoghi, occorrerebbe liberare tutto quello che comporta stravolgimento dei territori.

Non a caso, oggi continuiamo ad assistere impotenti a frane disastrose che nessuno vuole ed intende fermare, atteso che l’attenzione per il territorio è sempre lo stesso, tutti parlano, a sproposito però, della necessità di correre ai ripari, di ricorrere a rimboschimenti, al consolidamento di costoni e pendii, che serviranno unicamente a far cassa, a far girare moneta, senza invece considerare di liberare il territorio da ogni e qualsiasi opera abusiva di per sé già pericolosa per come e dove è stata realizzata, in spregio a quelle regole, che, ripetutamente violate ed abusate, oggi hanno come epilogo la distruzione di interi paesi e sacrificio di vite innocenti.

 

Taranto lì, 20.11.13                                                                                                                   il portavoce




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