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Mostri.... edilizi
sabato 26 ottobre 2013

da osservatoriolegnc@libero.it




onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

                                                                                   Pregg.   Presidente Regione Puglia

             Assess. Urban. Prof. BARBANENTE

                        

 

 RICORDERETE, SPERO, LA QUERELLE CHE ANNI ADDIETRO HA INTERESSATO IL VERSANTE ORIENTALE DI TARANTO…

 "Mostri" edilizi – L'ingegnere contro l'architetto

Ing.Antonio Curri

Sono un ingegnere manduriano e mi sono sentito “seccato” dalle espressioni usate dall’architetto Nevio Conte a proposito del complesso scolastico Polivalente, ubicato in una zona periferica di Manduria ma non certo all’interno del Parco Archeologico

 

Ritengo necessario fare delle premesse, prima di addentrarmi nel merito.

Negli anni 70/80, l’espansione urbanistica di Manduria, dotato di Prg avveniva verso la zona Nord, e di conseguenza l’Amministrazione dell’epoca pensò di allogare in quell’area un complesso scolastico che potesse servire gli utenti della zona, senza sottoporli all’attraversamento della linea ferroviaria che divide in due il centro abitato.

Il progetto veniva approvato  ed appaltato.

Gli adeguamenti alle nuove norme in materia edilizia nel tempo, hanno richiesto tempo e denaro, non consentendo così di far fronte alle necessarie risorse finanziarie per il completamento dell’opera. Perfino adesso, si è cercato di farlo rientrare nell’”Area Vasta”.

Questa  premessa è stata necessaria per chi non conosce i fatti e si limita a “credere” quanto ha detto l’architetto Conte. Io mi chiedo: perché Conte si è “accanito” su questo fabbricato incompleto (lo ha fatto anche in precedenza!) definendolo a suo dire “Mostro Edilizio”?

Comprendo lo sfogo che può avere un’architetto di prestigio a capo di un’associazione che mira ad eliminare le opere “incongrue” come quella in questione! Non giustifico però l’azione limitativa che lo stesso profonde nell’affrontare il problema… Mi spiego.

A cosa serve sollecitare il commissario prefettizio del Comune di Manduria, la Provincia di Taranto e persino la Regione Puglia ad eliminare detto “Mostro Edilizio, quando si sa in partenza che non ci sono gli strumenti (o almeno non ne sono a conoscenza) per farlo? Con quali normative e con quali risorse? Forse farebbe bene ad impiegare il suo tempo a sensibilizzare la Regione Puglia per legiferare nel merito, come ha fatto la Regione Emilia Romagna con la Legge n.16 del 15.07.02 che riguarda le “ Norme per il recupero e la promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio.

L’art. 10  si riferisce agli “ Interventi per l’eliminazione di opere incongrue” che di seguito riporto:

Art. 10 – Opere incongrue, progetti di ripristino e interventi di riqualicazione del paesaggio

Ai fini della presente legge si definiscono opere incongrue le costruzioni e gli esiti di interventi di trasformazione del territorio che per impatto visivo, per dimensioni planivolumetriche o per caratteristiche tipologiche e funzionali, alterano in modo permanente l’identità storica, culturale o paesaggistica dei luoghi. La Regione definisce con atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 1 dell’art. 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20, recante “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio”, ulteriori elementi che connotano le opere incongrue e i criteri generali per la loro individuazione.

L’individuazione di opere incongrue può essere operata anche attraverso un accordo di programma promosso dalla Regione, dalla provincia o dal comune. Con ciò, ritengo di “criticare” l’intervento dell’architetto perché privo di soluzioni concrete applicabili alla questione in oggetto!

Il mio vuol essere semplicemente un invito ,a che certe considerazioni “imbarazzanti” vengano supportate da elementi e proposte concrete , così come evidenziato in precedenza e non solo “strillate” come è avvenuto in questa circostanza.

Bisogna sensibilizzare gli Enti preposti (vedi Regione)perchè intervengano con propri provvedimenti (vedi Regione Emilia Romagna); in maniera tale che certe situazioni “incresciose” si possano risolvere nel solco della legalità e trasparenza.

E mi creda , se mi sono permesso di rispondere all’ “Appello” lanciato dall’Arch. Conte è solo per far notare che a Manduria non c’è solo chi chiude gli “OCCHI e la MENTE” o resta “INDIFFERENTE” come è stato sottolineato nell’articolo dallo stesso architetto.

EBBENE,

signori cari, passano gli anni, quel rudere che qualcuno ha voluto difendere strenuamente è ancor lì, probabilmente non all’interno del Parco… punti di vista… questione di lana caprina… quella nefandezza edilizia è ancora lì a scempiare e ad offendere quello che per noialtri rimane pur sempre lo stupendo scenario del “Parco Archeologico di Manduria”.

Nell’invitare a visitare quei luoghi per comprendere quante verità e quale seccatura intercorreva tra l’architetto e l’ingegnere,

chiediamo quanti secoli dovranno passare, perché venga fatta giustizia di luoghi che andrebbero diversamente tutelati e difesi?

 

Taranto lì, 25.10.13                                                                                                                                  presidente




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