HOME D.E. GUEST BOOK SPORT ISCRIVITI DELFINARIO LINKS COOKIE POLICY


•   MANDURIA (TA): La Coldiretti nella gestione del Parco dei Messapi
•   RICONOSCIMENTO NAZIONALE PER IL PIZZAIOLO TARANTINO PROFESSIONISTA MICHELE DI BARI
•   PULSANO: IL COMUNE FA COPRIRE TUTTE LE BUCHE SU VIA TARANTO

•   STELLATO-LUPO: coesione e rilancio,
i nostri impegni per Taranto

•   COMUNICATI STAMPA DEL M5S


•   Taranto, tutto pronto per la Festa di Sant'Antonio 2019
•   “Storia e Architettura”
“San Pietro: l’altra Basilica”.

•   Attenti a quei due: confronto diretto tra Mare e Terra in una sfida tra grandi chef
•  Centro di Documentazione


•   Riesame AIA ex Ilva: le valutazioni e richieste di Legambiente
•   Il Dossier Taranto di Legambiente sull’ex Ilva
•   GRETA CHIAMA TARANTO


•  U Tarde nuestre -
rassegna quotidiana

•  Basket
•  Atletica
•  Delfini Erranti Touch Rugby Taranto
•  Altri


Notizie
Ricorrenze
Raccolta Foto


Google
Web DelfiniErranti.Org



stampa l'articolo
MASSERIA SOLITO
Grazie, assessore Cosa, grazie architetto Nevio Conte,

sabato 28 settembre 2013

entrambi paladini della memoria, difensori delle testimonianze del passato

da osservatoriolegnc@libero.it




CONTE arch

 

-       Libero Osservatorio della Legalità onlus

-       MASSERIA SOLITO: TESTIMONIANZA “PRESERVATA”.

-          GRAZIE ASSESSORE COSA - GRAZIE ARCHITETTO CONTE

 

“…il nostro sistema politico fa acqua da tutte le parti. Ma fa acqua da tutte le parti, non perché sia un sistema rappresentativo, bensì perché non lo è abbastanza” (Norberto Bobbio)

 

Ebbene, l’ assessore Francesco Cosa ha dimostrato di saper  rappresentare le istanze che vengono dai cittadini, di saper  dare corpo alle speranze di sopravvivenza e di recupero di una struttura che è parte della storia di un quartiere, di una città che “gioca” a cancellare parte del suo passato. Grazie, assessore,  e grazie, anche, all’ architetto Nevio Conte, entrambi paladini della memoria,  difensori delle testimonianze del passato. 

Scorcio della Masseria

 

Certamente, questi due nomi saranno meritatamente  associati alla sopravvivenza del complesso edilizio, da molti giudicati un rudere ingombrante piuttosto che una testimonianza, per lo stato di abbandono in cui versa. Da qui la scarsa attenzione, o l’atteggiamento passato della Circoscrizione, o l’indifferenza dinanzi  al possibile abbattimento, per far posto all’ennesimo,  anonimo palazzone in una zona già di per sé anonima per l’incuria delle amministrazioni del passato. Oggi la vicenda è, finalmente, chiarita, la Masseria è salva,  grazie alla determinazione del giovane assessore, che ha dato corso allo spostamento dei volumi edificabili nell’area tra via Rintone e via Icco, proposto dal comune nel gennaio 2012, in seguito all’autorevole intervento della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, palesato in   una nota ufficiale al Comune e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

L'area oggetto di permuta tra le vie Rintone ed Icco 

 

Possiamo parlare di una  storia conclusa, pur se lunga, controversa, talvolta “vivace”, talaltro spenta?  Certo, la Masseria Solito è un pezzo di rilevante interesse storico, è stato oggetto di “battaglie” del Libero Osservatorio della Legalità e di Giustataranto nella persona dell’architetto Conte, promotore nel 2006 di una raccolta firme, consegnate alle segreterie di Palazzo di Città, del Difensore Civico e della locale Sovrintendenza, tante firme che ebbero come risultato lo stop all’abbattimento.

 Di seguito il silenzio, poi il rinnovato tentativo del colpaccio, la determinazione di eliminare un "pezzo di storia" cittadino e la rinnovata “discesa in campo” dell’architetto e di altri illustri cittadini, tra i quali il prof. Viola, determinati a difendere il sito, testimone di un passato non certo recente. 

Infatti, le tracce del complesso edilizio risalgono agli inizi del 1600, ed è fuor di dubbio un bene "storico - culturale del quale non si è ancora riusciti a comprendere il "valore storico". Dapprima di proprietà degli Amontinato, di seguito degli Gnettari (dal 1637 al 1676), nel 1717 fu concesso in enfiteusi al reverendo Domenico Antonio Solito, illustre esponente del "Clero Tarantino", alla cui famiglia rimase a lungo, fornendo il nome a tutta la contrada, prima di passare a Luigi Viola, illustre poeta tarantino

Già nel 1996 era stato chiesto - senza successo alcuno - l’intervento del Sindaco e della Soprintendenza a protezione-tutela dello "storico reperto", visto che, come ribadito all’art.10 del Codice dei Beni Culturali, è bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "Procedimento di dichiarazione di interesse culturale" dalla Soprintendenza. 

Inspiegabilmente  per anni  si è continuato ad ignorare quanto disposto dall’art.. 21: "sono subordinati ad autorizzazione del Ministero: - la demolizione di cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione". 

 

Ed, ora, il “cessato pericolo” per il complesso, prototipo di storia, tradizione e cultura rurale, complesso che deve assolutamente tornare a vivere, prima che l’incuria del tempo l’abbia vinta sull’impegno dei due paladini.

Che farne? Vorremmo dare un suggerimento al giovane e grintoso assessore, partendo dal dato di fatto che la popolazione è sempre più costituita da anziani e che il territorio non è attrezzato per dare risposte alle giuste esigenze degli over 60-70, in forze e con decisa disponibilità di tempo. Allora, perché non destinare il complesso all’Università della 3° Età e, data l'ampiezza di spazio, ad un museo dei tarantini illustri, oltre che a libere associazioni impegnate nel sociale?

Certamente opportuno il coinvolgimento nel progetto di ristrutturazione del secondo paladino, ovvero l’architetto Nevio Conte al quale certamente si affiancherà qualche altro collega. Per l’impegno di spesa si potrebbe attingere a finanziamenti statali o regionali dal momento che Governo e Regione sono orientati verso il recupero dell’edilizia esistente.

Date le premesse, il confidare nell’assessore Francesco Cosa è inevitabile perché ha dimostrato, e non solo per la Masseria Solito, che ha voglia e forza per fare.

Benissimo! Finalmente escono fuori grinta e “rappresentatività”. A quando gli altri ?

 

Taranto lì, 27.09.13                                                               Emma Bellucci Conenna

 

 





Segnala questa pagina
mappa del sito

Per un tuo commento scrivi sul Guest Book del Delfini Erranti


home   cookie policy guest book   sport   cultura   societĂ    ambiente   delfinario   blunote