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Bonelli: Il ministro Clini vuole dare consigli green per l'Agenda Monti? Forse sull'Agenda Black...
martedì 8 gennaio 2013

da Ufficio Stampa Federazione dei Verdi
Capo Ufficio Stampa Antonio Barone




 

ELEZIONI: BONELLI, CONSIGLI GREEN DI CLINI A MONTI? FORSE SU AGENDA BLACK..

LE DIECI MOSSE CON CUI IL GOVERNO MONTI HA DATO AGGREDITO L'AMBIENTE

 

"Il ministro Clini vuole dare consigli green per l'Agenda Monti? Mah forse saranno consigli sull'Agenda Black visto che il governo Monti proprio grazie al ministro del non ambiente Clini è riuscito a smontare la maggior parte delle politiche ambientali italiane". Lo dichiara il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Dal decreto incostituzionale sull'Ilva che ha commissariato la magistratura e umiliato le ragioni dei cittadini di Taranto che si ammalano e muoiono a causa dell'inquinamento alla cementificazione 'semplificata' che introduce il silenzio assenso addirittura nelle aree vincolate alla demolizione del principio europeo 'chi inquina paga', passando per trivelle selvagge di Passera e per l'attacco al settore delle rinnovabili che ha messo a rischio 140 mila posti di lavoro e centinaia di imprese fino ai tagli della spending rewiew ai Parchi nazionali, il governo Monti si ha portato all'ambiente un attacco senza precedenti".

 

"L'agenda Monti è stata è e sarà molto black perché risponde alle logiche economiche delle lobbi dei costruttori, dei petrolieri e di chi inquina - conclude Bonelli -. Le politiche ambientali del governo Monti sono state in perfetta continuità con quelle, disastrose, del governo Berlusconi e il ministro Clini è stato il principale interprete di un governo che ha demolito la nostra legislazione ambientale portandola indietro di trent'anni".

 

Roma, 8 gennaio 2012

 

 

DOSSIER AGGRESSIONE ALL’AMBIENTE IN 10 MOSSE - L'AGENDA BLACK DEL GOVERNO MONTI

 

1) ILVA: Il governo per la prima volta nella storia della Repubblica ha annullato i provvedimenti dell’autorità giudiziaria per decreto. Per decreto e’ stata sospesa la legge in materia di tutela della salutee dell’ambiente a Taranto. L’emergenza ambientale e sanitaria di Taranto dimostra che la priorità dell’esecutivo era quello di sostenere le ragioni dell'azienda e non difendere la salute e la vita dei cittadini. Il decreto salva-Ilva è incostituzionale sotto più profili (viola gli articoli 3-9-32-112 della Costituzione). Il governo ha rilasciato un AIA ( autorizzazionne integrata ambientale) che non applica le migliori tecnologie in assoluto per abbattere l’inquinamento ma solo le migliori tecnologie disponibili economicamente per l’azienda, che non prevede limiti prescrittivi per gli inquinanti altamente cancerogeni ma solo conoscitivi. Sempre il governo ha volutamente reso pubblici i gravissimi dati sulla mortalità a Taranto solo dopo il rilascio dell’autorizzazione 22 ottobre 2012, nonostante questi dati fossero già noti dal marzo 2012.

 

2) DISSESTO IDROGEOLOGICO: Il governo Monti ha aggravato la drammatica situazione del territorio italiano dando il via libera alla cementificazione 'semplificata' per decreto: ricordiamo il provvedimento che introduce il silenzio assenso addirittura nelle aree vincolate. Mentre in Italia si continua a morire sotto il fango e ci sono 500 mila frane il governo butta soldi in mega opere inutili come la Tav in Val di Susa.

 

3) RINNOVABILI: Il governo ha affossato il comparto delle energie rinnovabili mettendo in pericolo più di 140 mila posti di lavoro. Non solo le agevolazioni sono state drasticamente ridotte ma si è introdotta un'estrema burocratizzazione per l’accesso incentivi e si è creata l'incertezza sulle possibilità d'erogazione degli stessi. Contestualmente all’affossamento delle energie rinnovabili il governo Monti pres.enta un piano energetico che si basa sul ritorno al petrolio e al carbone e l’aumento delle trivellazioni .Si tratta di un attacco freddo e pianificato alle energie del futuro per favorire le lobby delle fonti fossili come petrolio. l’Art. 35 del Decreto Sviluppo (Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi) da' il via libera alle trivellazioni selvagge nei nostri mari, consentendo le proroghe a concessioni scadute e l'autorizzazione di domande che non hanno concluso l'iter autorizzativo.

 

4) PONTE DI MESSINA: Il governo ha riattivato le procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina, che, tradotto, significa buttare 8,5 miliardi di euro. Un vero e proprio regalo alle lobby del cemento che non aspettano altro per fare i loro affari con i soldi degli italiani per un’opera inutile e dannosa dal punto di vista ambientale.

5) CEMENTO: Mentre tutti gli italiani hanno dovuto fare i conti con l’Imu che si è 'magiata' le tredicesime per i signori del cemento il governo ha fatto un bel regalo di natale: l'esenzione dell'Imu (Decreto Sviluppo) sulle case invendute dei costruttori. Approvazione delle procedure semplificate in materia edilizia.

 

6) MARE: Nei nostri mari sarà far-west trivelle per l’estrazione petrolifera anche per aree prossime alla aree marine importanti come quelle delle Tremiti, delle Egadi dove insistono domande per trivellare su una superficie massima di 750 Km quadrati. Sono 120 le autorizzazioni già rilasciate che minacciano il territorio italiano per un totale di 42.500 Kmq.

 

7) TRASPORTO PUBBLICO. Sono state tagliate le risorse a Regioni e comuni. Il risultato? Nelle nostre città il trasporto pubblico è al collasso mentre lo smog è diventata un’emergenza ambientale e sanitaria. Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando il trasporto pubblico nelle nostre città e affrontare finalmente il problema dei pendolari che vivono una situazione drammatica.

 

8) TAV: Nuova intesa con la Francia. Torino-Lione quando mentre a pochi chilometri dal tracciato che si vuole costruire esiste giĂ  una linea ferroviaria per il trasporto merci potenziata di recente e che viene utilizzata solo per 2,5 milioni di tonnellate quando ha una capacitĂ  di 20 milioni di tonnellate. Oltre 10 mld di euro per grandi opere che producono solo debito e disastri ambientali

 

9) PARCHI: Ultimo atto per il sistema delle aree protette nazionali. I tagli del governo Monti (spending review) mettono in ginocchio i Parchi nazionali. L'attacco ai Parchi nazionali è ormai una drammatica certezza cominciata dal DPEF del 2008 con cui Tremonti provava a dichiarare gli Enti Parco enti inutili. A luglio dello stesso anno il ministro Prestigiacomo ne propose la privatizzazione mentre nel 2011 il rischio chiusura (i finanziamenti erano stati dimezzati a 25 milioni per tutti i parchi) solo grazie ad una fortissima mobilitazione. Le aree naturali protette oltre ad avere un valore inestimabile dal punto di vista naturalistico rappresentano una realtà economica ed occupazionale importantissima con 86 mila occupati così suddivisi: 4 mila occupati diretti; 17 mila nell'indotto dei servizi; 65 mila nell'indotto del turismo dell'agricoltura dell'artigianato e del commercio.

 

10) DEMOLITO PRINCIPIO CHI INQUINA PAGA: nel decreto semplificazioni, proposta dal ministro Clini, c’è una norma che demolisce il principio previsto dalle direttive europee e dalla legislazione italiana che inquina paga. La norma introdotta prevede che le bonifiche e la messa in sicurezza delle falde inquinate dovranno essere realizzate da chi ha prodotto il danno ma se gli interventi sono "economicamente sostenibili". Un favore vergognoso agli inquinatori.

 

 

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Ufficio Stampa Federazione dei Verdi

Capo Ufficio Stampa Antonio Barone

 





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