Associazione "Delfini Erranti" - Rubriche a cura del Team Ulisse alla Cultura e Spettacoli
  						                  
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Natale in casa....mia

Veramente, più che in casa mia, era il Natale in casa della nonna materna.
Le mie due nonne, rivolgendomi a mia madre, le chiamavo (le ho chiamate così fino all'ultimo...)
la "mia" nonna (quella paterna con la quale avevo vissuto i miei primi anni di vita) e la "tua" nonna (l'altra...)
Nonna Maria (l'altra) abitava in via Duca di Genova, in quello che ai nostri giorni è diventato, almeno per gli americani, un ambiente di lusso.
Sto parlando dei lofts.
Erano i primi anni '50 e la casa di nonna non era brutta, anzi...era grande, aveva un bel cortile interno, dove si trovava uno stanzino chiuso che veniva chiamato "pomposamente" bagno.
Ma la cosa che mi colpiva di più di questa casa è che si accedeva direttamente dalla strada.
I portoni erano due...quello esterno, enorme, in legno, a due battenti, e quello interno...altrettanto grande, fatto a vetri, con le tendine all'inglese.
Essi davano direttamente in una stanza molto grande, in fondo alla quale si trovava un corridoio che portava alle altre stanze e sul fondo la cucina.
La vita della casa si svolgeva nello stanzone che dava sulla strada...ed era qui, appena entrando sul lato destro, che ogni anno veniva "creato" un imponente presepe.
Per il giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, il presepe era pronto.
Doveva essere costruito su delle assi appoggiate su dei cavalletti (onestamente non lo so).
Quello che so è che partiva da terra ed arrivava fino al soffitto.
La parte di sotto, a mò di tovaglia, era ricoperta da stoffa vellutata, che scendeva fino al pavimento.
Sarà stato lungo almeno tre metri ed alto altrettanto.
Lo creavano zio Nino e zio Enzo.
A farlo era zio Nino, dato che zio Enzo, da che aveva 20 anni, era rimasto paralizzato in guerra ed era costretto a letto.
Zio Enzo (a sentire lui...eh eh eh) era la mente, zio Nino il braccio (ma anche la mente...date retta a me...eh eh eh).
Non ricordo i preparativi, ricordo solo il presepe già finito.
Io so solo che all'improvviso dal nulla sembrava spuntare questa meraviglia.
La volta stellata era riprodotta con della carta blu increspata costellata di stelline dorate.
Semplici specchietti, nascosti in mezzo al muschio, formavano dei laghetti.
La stalla era posta sul fondo del lato destro, col santo giaciglio rigorosamente vuoto.
Zio Nino, un anno, ci piantò pure non so cosa...(su del cotone idrofilo bagnato mise dell'orzo o delle lenticchie) e il risultato fu che cresceva l'erbetta...che le donne di casa dovevano tagliare ogni due o tre giorni, se no si rischiava di coprire le pur "gigantesche" statuette.
Il presepe era fatto su due piani per dare il senso della lontananza.
Sul piano superiore (una semplice mensola) venivano poste le statuine più piccole ed insieme a loro i Re Magi.
Sul lato sinistro si formava una specie di pendio che avrebbe portato i vari pastori fino davanti al Bambinello.
Ed ogni giorno bisognava spostare le statuine dei Re Magi, che avanzavano lentamente verso la stalla.
"Bisognava"...è più giusto dire...che si faceva a gara a chi doveva farlo :-))))
Tutto questo sotto l'attenta regia di zio Enzo, che sorvegliava che le cose si svolgessero secondo tradizione.
Un anno zio Enzo decise di superare se stesso e...magia nella magia...a partire da nove giorni prima del Natale, ogni sera, verso le 19, venivano in casa degli zampognari, che suonavano davanti al presepe circondati da tutta la famiglia.
Ho dei ricordi nitidissimi di quei momenti.
Al loro ingresso tutta l'attività della casa si fermava.
Era una famiglia patriarcale quella di nonna Maria (9 figli e tanti nipotini), rimasta vedova prima ancora che io nascessi.
Aveva anche due figliastri (che brutto termine...) frutto di due precedenti matrimoni del nonno.
Credetemi...io ho saputo che questi due zii non erano suoi figli solo da adulta ed in modo casuale.
Non c'era nessuna differenza per lei, così come non c'è mai stata nessuna differenza tra i vari fratelli.
Si volevano un mondo di bene tra di loro, senza nessuna distinzione tra fratelli di mamme diverse.
Alcuni di questi figli non erano ancora sposati, gli altri ogni sera confluivano da lei, con relativi coniugi e figli al seguito...
 
...Amascè da mammà?...
...Mammà sim' accà...
Su...piccinn...jamme bell bell...nint' muin' dinanz' u' presep'...
 
Il dolce suono delle zampogne richiamava anche gente del vicinato...alcuni entravano, altri si fermavano discretamente fuori dal grande portone, che per l'occasione veniva spalancato.
 
Nonna Maria...zio Enzo...mamma...babbo...voi che siete lassù...sapete che vi sono eternamente grata per questi ricordi bellissimi...per tutte le cose belle che hanno allietato la mia infanzia...
Leyla

 

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